La zona industriale gradiscana apre le porte al settore logistico

La Variante 38 al Piano regolatore permetterà il recupero di capannoni inutilizzati L’area è baricentrica e vicina all’autostrada. Nuovi operatori pronti ad insediarsi
Luigi Murciano

Luigi Murciano / GRADISCA

La variante 38 al Piano regolatore è realtà. E consente alla zona industriale di Gradisca d’Isonzo di aprirsi ad una nuova sfida, quella di allargarsi potenzialmente al settore della logistica. Nei giorni scorsi il consiglio comunale della Fortezza ha approvato con voto unanime la proposta di variante nella zona D3-2 – via dell’Industria – l’unica area ad insediamento industriale della cittadina isontina. Variante che, seguendo un atto di indirizzo già adottato dalla giunta – prevede l’inserimento della tipologia logistica e trasporti di persone e merci fra le potenziali destinazioni d’uso di capannoni e terreni siti in via dell’Industria.

L’intento è doppio: dare un nuovo impulso all’area, ma anche recuperare i capannoni esistenti ed attualmente inutilizzati.

La scelta dell’esecutivo è motivata anche da ragioni concrete. A palazzo Torriani – sebbene il riserbo sia massimo – sarebbero infatti pervenute alcune manifestazioni d’interesse per insediarsi nella zona industriale gradiscana. «C’è interesse per questa area, anche se al momento non abbiamo evidenze concrete – ha spiegato il sindaco Linda Tomasinsig –. Gli operatori già presenti in loco hanno fatto presente che la nuova destinazione potrebbe aiutarli nello sviluppo dell’esistente. Nuovi investitori potrebbero palesarsi una volta terminato questo iter». Del resto la vicinanza allo svincolo autostradale e all’aeroporto e la baricentricità nel territorio provinciale concorrono a rendere appetibile la zona.

L’assessore all’Urbanistica Alessandro Pagotto, dal canto suo, spiega: «Di fatto non si tratta di un ampliamento “fisico” della nostra zona industriale, ma di un completamento formale che peraltro tecnicamente era già previsto da tempo. Semplicemente la zona D3-2 viene adeguata ai tempi e, auspicabilmente, alle logiche del mercato attuale». Variante è piuttosto “snella”, non necessitando di pareri paesaggistici o iter autorizzativi particolari. «L’idea è farsi trovare pronti sul mercato, creando i presupposti per un eventuale recupero di capannoni attualmente in abbandono o degradati, e per vedere creati posti di lavoro e un indotto a Gradisca. Il tutto attraverso insediamenti sostenibili e non impattanti. Ci sembra una strada da percorrere».

Quello della logistica e dei trasporti è un settore particolarmente vivace. Si pensi a quanto la pandemia ha accentuato, ad esempio, gli acquisti online da remoto. L’area a destinazione industriale e artigianale di via dell’Industria, che si sviluppa su circa 100 mila metri quadrati, ospita attualmente una mezza dozzina di attività: dalla Mondi Gradisac (produzione sacchi di carta ad uso industriale) alla Bauer (importazione e lavorazione erbe aromatiche), passando per Fenice Ecologia (gestione dei rifiuti), Dlm (fornitori di impianti industriali), Lupieri (Lavorazione metalli), Cima (carpenteria e falegnameria), Stampi e compensati curvi e, infine, Lc Auto (concessionaria). In loco insiste anche la sede della locale Protezione civile. —

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