Le piante sulle dune a Grado un tempo alte 10 metri usando i cordoni di alghe

Siamo tra il 1896 e il 1898 quando il goriziano Corrado Rubbia, commissario forestale dell’ufficio di Gorizia, venne chiamato a pianificare il consolidamento e il rimboschimento dei ciglioni delle valli da pesca e delle spiagge marine di Grado nella fascia costiera e lagunare della contea di Gorizia e Gradisca e delle antiche dune sabbiose di Grado che allora si estendevano fra la laguna e il mare aperto, raggiungendo anche i 10 metri di altezza.
Riferendosi ai ciglioni delle valli da pesca Rubbia parlava a un convegno affermando che scavi, asporti di sabbia, moto ondoso e forti venti avevano danneggiato le dune facendo venire meno la funzione protettiva verso le valli da pesca, i fondi coltivati e le abitazioni retrostanti le coste. Per fissare le sabbie delle dune di Grado, operazione necessaria prima di effettuare il rimboschimento con specie forestali, Rubbia ideò e sperimentò dal 1898 un sistema che prevedeva il rivestimento delle dune con dei cordoni paralleli di alghe. Questi cordoni, realizzati distanti tra loro di circa 2-3 m, alti e larghi circa 50 centimetri, venivano poi ricoperti con la sabbia. Con il rimodellamento delle stesse dune dovuto allo spostamento eolico della sabbia, gli spazi tra i cordoni si appianavano, favorendo così la germinazione di piante spontanee Dal 1898 al 1906 furono consolidate, bonificate o rimboschite a Grado circa 80 ettari di aree sabbiose. Un miglioramento doveroso in quanto Grado era diventata una frequentata stazione di cura e bagni in continua espansione, rinomata in tutto il centro Europa per le virtù curative e terapeutiche di aria, sabbia e acqua di mare.
Lavori illustrati poi da Rubbia in un testo del 1902 (con foto realizzate sulle dune sabbiose e impresse su lastre), in lingua tedesca, redatto in occasione del XXV Congresso dell’Associazione Forestale svoltosi proprio a Grado e in un manoscritto del 1927, in lingua italiana. Dei delicati lavori di piantumazione a La Rotta che Rubbia fotografò, restano visibili oggi solo alcuni frammenti essendo stata tutta l’area litorale gradese oggetto di successive bonifiche agrarie e di imponenti espansioni turistiche e residenziali. Altri archivi fotografici, come quello delle bonifiche eseguite dal Consorzio di Bonifica Pianura Isontina (Ronchi) o quello di Alverio Zuppet (Fiumicello) sulla Bonifica della Vittoria a Fossalon, documentano invece il recupero delle aree agricole che hanno completamente trasformato l’area pianeggiante retrostante le coste tra Monfalcone e Grado. —
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