Accolte “Da donna a donna” 219 vittime di violenza

Dati impressionanti quelli espressi dalla presidente Calivà alla inaugurazione della panchina rossa. L’assessore Cettul: «Un grave fenomeno trasversale»
Bonaventura Monfalcone-30.11.2019 Panchina Rossa antiviolenza-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-30.11.2019 Panchina Rossa antiviolenza-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura



La passeggiata del rispetto lungo le vie del centro cittadino, le letture degli studenti, le canzoni e, poi, l’inaugurazione della panchina rossa nella piazzetta della biblioteca comunale “Sandro Pertini”. Così, ieri mattina, a Ronchi dei Legionari, è stata ricordata la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Una panchina che vuole essere un simbolo e un luogo di riflessione e sosta e vuole evidenziare come molte persone possano essere vicine a coloro che subiscono violenza, che è di vario tipo: economica, psicologica, fisica.

I dati forniti da Carmelina Calivà, presidente dell’associazione “Da donna a donna” sono eloquenti. Nel corso del 2018 sono state 219, provenienti da tutto l’Isontino ma anche dalla bassa friulana, le donne che hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza, 163 quelle che, per la prima volta, si sono rivolte alle operatrici, di cui 43 straniere: 106 hanno dei figli e 95 quelle i cui figli sono ancora minorenni. L’associazione ronchese dispone di una struttura protetta con indirizzo segreto, di una struttura considerata di transizione e di 2 strutture alberghiere nelle quali, sempre nel 2018, sono state ospitate 18 donne e 20 minori. Nel 1997, anno di fondazione, le donne che si erano rivolte a “Da donna a donna” per denunciare di essere vittime di violenza, erano state soltanto sette.

Una crescita che deve ancora una volta far riflettere le persone e le istituzioni. Sono provenienti da una situazione di violenza domestica, attuata dal compagno, marito o ex, con figli. Le violenze subite sono di tipo psicologico, fisico, sessuale ed economico le più frequenti e spesso contemporanee e vi sono stati casi di stalking a volte anche molto gravi. Riuscita e davvero partecipata la manifestazione di ieri mattina, propiziata dall’Assessorato comunale alle pari opportunità, assieme all’Auser, al laboratorio teatrale cooperativo “La Barraca”, l’associazione “Da donna a donna”, l’Unione donne italiane, Ronchi Live, l’Anpi, l’Andos e la Pro Loco cittadina. «Abbiamo voluto installare la panchina rossa realizzata dai nostri operai comunali – ha detto l’assessore Elena Cettul – come simbolo della sensibilità verso il tema della violenza, che non ha solo ripercussioni su una persona, ma spesso implica grandi problemi alle famiglie e ai figli, spesso costretti a vivere condizioni famigliari terribili. La violenza è trasversale e non dipende da qualche situazione in particolare, né dipende dal reddito o dalla posizione sociale». Un saluto è stato portato anche dalla presidente provinciale dell’Auser, Marina Simonit. La passeggiata del rispetto, impreziosita dalle letture che hanno visto protagonisti alcuni studenti delle scuola superiori, è stato il momento per coinvolgere tutta la città verso questo tema e nei confronti della drammaticità con cui esso ritorna ogni giorno nelle cronache dei giornali. Frasi, poesie, testi teatrali, accompagnato poi dai brani musicali offerti dal coro “Donna canta donna”, diretto da Silvia Pierotti, una delle tante attività promosse dall’associazione ronchese. —





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