Addio a Iris, si chiude un’epoca Elargiti ai Comuni 82 milioni

L’ex assessore Pettarin: «Ultima assemblea, quella della liquidazione definitiva» Una gallina dalle uova d’oro che chiude con un regalo: 6,5 milioni alle municipalità



È stata una gallina dalle uova d’oro. Perché Iris ha distribuito, negli ultimi anni, ai 25 Comuni dell’Isontino un maxi-tesoretto, ovvero un tesoro, di 82 milioni di euro, più gli interessi. Tanti soldi che hanno permesso alle diverse municipalità di spegnere mutui (è il caso di Gorizia), di destinare maggiori risorse al sociale (Monfalcone, ad esempio) e di rimettere in sesto strade e marciapiedi.

Torniamo a ricordarlo oggi perché Iris, da qualche giorno, non c’è più. Si è svolta, infatti, l’ultima assemblea dei soci in cui si è dato l’addìo a Iris (acronimo di Isontina reti integrate e servizi) che nacque nel 2003 per effetto della fusione dell’Amg spa di Gorizia, dell’Enam spa di Ronchi dei Legionari e dell’Ami di Gradisca d’Isonzo.

Oggi, l’azienda che si occupava di raccolta e smaltimento dei rifiuti risulta essere cancellata anche dal Registro delle imprese. Si è chiusa un’epoca.

L’ultimo regalo sono stati i 6.441.507,10 euro in contanti elargiti a tutte le municipalità dell’Isontino. La parte del leone la farà ancora il Comune di Gorizia (quello più grande e quello che aveva più quote all’interno della società) che andrà ad incamerare 2.456.014,35 euro «in denaro contante», scandisce chiaramente la delibera approvata nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale. Non è tutto. Perché, dalla definitiva liquidazione societaria, arriveranno anche 475.408,22 euro (corrispondenti ai crediti di natura fiscale che saranno incassati da Isontina Ambiente srl) e 689 azioni Apt spa per un valore nominale di 355.840,94 euro e un valore di iscrizione a bilancio di 2.160.779,31 euro.

Una maxi-operazione che porterà ossigeno alle casse comunali. Monfalcone, il secondo Comune più grande, otterrà 963.301,12 euro mentre, sul terzo gradino del podio, c’è Ronchi dei Legionari al quale verranno indirizzati 435.459,90. Risorse che permetteranno alle varie amministrazioni comunali di finanziare lavori pubblici utili per le rispettive comunità.

«La liquidazione di Iris è stata un esempio di amministrazione virtuosa e dotata di buonsenso, che ha portato risultati ottimi». A sottolinearlo con convinzione il deputato di Forza Italia Guido Germano Pettarin che, negli ultimi anni, aveva seguito da vicino le vicende legate alla liquidazione di quella che ha sempre chiamato «Iris mamma» in veste di assessore comunale con delega alle Partecipate. Oggi si è conclusa la procedura di liquidazione della società isontina, culminata con la delibera da parte dell’assemblea dei soci e, dicevamo, la cancellazione dal Registro delle imprese.

«Non sono molti i casi, a livello nazionale, in cui una partecipata pubblica esaurisce la sua funzione ed attività e viene liquidata in tempi ragionevoli, senza esposizioni di sorta e, anzi, chiudendo tutti i contenziosi, massimizzando la resa ed il rendimento per i comuni partecipanti. Le scelte illuminate, adottate alcuni anni fa dai Comuni partecipanti, di alienare i rami gas e luce e di gestire le attività e le pratiche residue con lo strumento della liquidazione si è rivelato vincente e ha fornito ai Comuni un totale di decine di milioni di euro per soddisfare, per quanto possibile, le esigenze delle collettività di riferimento. Il mio ringraziamento va innanzitutto ai liquidatori e agli amministratori dei Comuni partecipanti che hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, che l’amministrazione pubblica sa anche esser virtuosa e proficua, a condizione che onestà, buon senso, trasparenza e competenza siano patrimonio comune. Qualità che i nostri amministratori dimostrano ogni giorno di possedere». —



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