Alla Lega Navale i cigni hanno fatto un altro nido questa volta più sicuro

Quest'anno la coppia di cigni che ha scelto le banchine della Lega Navale italiana di Monfalcone per fare il nido non ha dovuto sopportare di vederlo andare alla deriva e di perdere le uova già deposte (anche se poi in larga parte salvate) come accaduto a giugno del 2018.
Il grande nido è stato costruito in una posizione leggermente diversa rispetto allo scorso anno, più spostata verso la zona del ristorante e il bar, e le uova, quattro, come nel 2018, si sono schiuse senza incidenti. Tant'è che la coppia e i loro cignotti possono essere ammirati, mentre si aggirano tra le imbarcazioni e le banchine della società nautica alla ricerca di cibo. Anche se diversi soci stanno provvedendo a integrare la dieta della famiglia, basata in sostanza su vegetazione marina e anche terrestre, con del pane. Coppia e prole sono state in sostanza adottate dalla società, diventandone una sorta di mascotte, nonostante la loro presenza richieda un minimo di cautela in più ai soci nella movimentazione delle loro imbarcazioni.
Il cigno è del resto un uccello stanziale, molto legato al proprio habitat: solo le popolazioni che vivono alle latitudini più settentrionali si riuniscono in stormi per scendere a svernare nelle regioni dove il clima è più mite. Il nido viene quindi realizzato nello stesso sito dell'anno precedente, come ha fatto la coppia che ha scelto come casa la società nautica. A giugno del 2018 il grande nido che la coppia di cigni aveva costruito tra due motoscafi a ridosso della banchina centrale della Lega Navale italiana era però andato alla deriva a causa del maltempo. All'interno quattro uova già fecondate. Era stato quindi un diportista, socio proprio della Lega Navale, a recuperare le uova, sistemarle in uno scatolone avvolte in un asciugamano e a chiamare i volontari dell'associazione ambientalista Rosmann che poi le avevano portate nel Centro di recupero della fauna selvatica di Terranova. Lì, dopo essere state sistemate nell'incubatrice, le tre fecondate e ancora intatte si sono schiuse e sempre a Terranova i tre cignetti sono stati accuditi alcuni mesi prima di essere reintrodotti in natura. —
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