Anno accademico aperto a distanza fra sostenibilità no-tax area e lotta al virus

Per la prima volta nella storia dell’ateneo triestino una cerimonia “da remoto” Il ministro Messa annuncia riforme per «rendere attrattivo un sistema unico»



Un’inaugurazione dell’anno accademico come non s’era mai vista nella storia dell’ateneo giuliano, in diretta streaming sul canale YouTube dell’Università di Trieste e dal terrazzo dell’Aula Bachelet, a porte chiuse in osservanza delle regole anti-Covid.

Ad aprire ieri mattina questa cerimonia senza precedenti, che segna il novantasettesimo anno dalla fondazione di UniTs ed è stata eloquentemente intitolata “Prospettive”, il rettore Roberto Di Lenarda, che anziché parlare a una platea gremita dal podio dell’aula magna ha tenuto il proprio discorso stagliandosi solitario sullo sfondo di una Trieste assolata e di un’università deserta. Tra i partecipanti a distanza alla cerimonia un’ospite d’eccezione, la ministra dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa, che ha registrato un videomessaggio per l’occasione, oltre al sindaco Roberto Dipiazza e al presidente della Regione Massimiliano Fedriga.

Il rettore ha ricordato l’impegno dell’ateneo nella lotta alla pandemia: UniTs è stata la prima università in Italia a vaccinare tutto il personale e gli studenti del dipartimento di Scienze mediche, e grazie a un accordo con Regione e Asugi saranno più di 340 i medici specializzandi che contribuiranno ad accelerare la campagna di vaccinazioni in Friuli Venezia Giulia. Tra i temi trattati nella sua relazione la didattica a distanza, su cui sono state investite molte risorse anche grazie al supporto di investimenti ministeriali: «Non siamo e non saremo un’università telematica, perché siamo convinti che la didattica non è trasmissione unidirezionale del sapere», ha ribadito. Ma «la fruizione da remoto è un “di più” dal quale non si torna indietro: la didattica online, se integrativa della didattica in presenza, consente di superare barriere e di ridurre discriminazioni».

Di Lenarda ha ricordato l’importante supporto economico messo in campo per il diritto allo studio, che l’ateneo triestino ha potenziato con l’innalzamento della no-tax area a 25 mila euro. Un provvedimento che ha aiutato l’incremento delle immatricolazioni, che ha portato per la prima volta gli iscritti al primo anno a superare quota 5.000, come non accadeva dal 2009-2010. Tra i temi anche lo smart working per il personale tecnico amministrativo, che proseguirà in parte anche dopo la fine dell’emergenza, le nuove assunzioni di personale e docenti, e la sostenibilità, su cui il rettore ha ribadito l’impegno dell’ateneo non soltanto in materia di formazione. Quanto alla ricerca, se i dati ci dicono che l’Italia continua a spendere molto meno degli altri principali Paesi europei su questo fronte, il rettore ha esaltato il Sistema Trieste, con la sua media di 35 ricercatori per 1.000 occupati, come modello virtuoso di sinergia tra pubblico e privato e fattore decisivo di competitività.

Il Next Generation Eu, e in particolare la Missione 4 “Istruzione e ricerca” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per Di Lenarda è un’occasione unica per il sistema universitario italiano. Un’occasione che la ministra Messa intende sfruttare per lanciare una stagione di riforme che rendano più competitivi le università e gli enti di ricerca: «Gli investimenti, da soli, non sono sufficienti. Per essere davvero efficaci serve modificare il sistema delle regole. Vogliamo avviare una stagione delle riforme che consenta, da un lato, di riconoscere l’unicità e la specificità del mondo universitario e della ricerca e, dall’altro, di operare con maggiore agilità per essere attrattivi e affidabili».

E se il rappresentante del personale tecnico amministrativo Piero Gabrielli ha lanciato un appello per una riforma che sgravi la macchina universitaria dalla burocrazia e il rappresentante degli studenti Mattia Piccolo ha lamentato come l’università sia stata lasciata in fondo alle priorità dell’agenda politica, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha ringraziato l’ateneo per gli sforzi di questi mesi e ricordato come l’impegno per istruzione, ricerca e università sia al centro dell’iniziativa politica regionale: «Abbiamo stanziato 59 milioni di euro per l’istruzione nel 2021 e 200 milioni su base triennale per infrastrutture digitali ed edilizia scolastica: si tratta di uno dei piani più consistenti nella storia di questa regione», ha dichiarato.

Il sindaco Dipiazza, dal canto suo, si è soffermato anche sul progetto relativo all’ex caserma di via Rossetti: «Stiamo proseguendo il percorso d’acquisizione per la sua trasformazione in un campus della conoscenza per l’università e le scuole superiori: il confronto procede speditamente sul piano economico e finanziario». —



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