Appello dell’Anteas: «Si apra al Palasport il centro vaccinazioni»

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Apertura di un centro vaccinazioni nell’inutilizzato Palazzetto dello Sport di Sacca dei Moreri, impianto che gode anche di ampio spazio parcheggio nei pressi usati perlopiù durante la stagione estiva.
È questa la proposta-appello che l’Associazione di Volontariato Anteas presieduta da Tullio Troian lancia alla Regione, nella persona dell’assessore alla Salute, al direttore dell’Asugi e al sindaco di Grado. L’Anteas ricorda che Grado è il comune più colpito dal Covid dell’intero territorio dell’ex provincia di Gorizia e questa situazione ha una diretta connessione con la mancata chiusura, per altro richiesta, del lungomare e degli arenili, portando circa 30 mila persone estranee alla città nei due ultimi fine settimana di febbraio.
«Tale fatto – scrive sempre l’Anteas – ha avuto come naturale conseguenza la formazione di almeno una decina di potenziali focolai nei principali bar e ristoranti dell’Isola. Considerato che nella nostra città circa il 34% della popolazione, comprese le frazioni di Fossalon e Boscat, ha un età superiore ai 65 anni e molti non sono auto-muniti - prosegue -, come associazione di volontariato ci permettiamo pertanto di chiedere l’apertura di un centro vaccinazioni presso l’inutilizzato palasport gradese». Un riferimento in loco a Grado, quindi, «per non creare assurdi pellegrinaggi verso Gorizia e Monfalcone per vaccinare la popolazione».
Il presidente dell’Anteas, Troian, ricorda inoltre che la Fondazione Carigo, presieduta dalla dottoressa Demartin e con il consiglio di amministrazione, ha garantito all’Augi i fondi necessari per il trasporto degli anziani non automuniti ai centri vaccinali di tutto l’Isontino. Cosa che attualmente è effettuata presso le sedi di Gorizia e Monfalcone. Trasporto che l’Anteas si augura venga garantito anche nell’Isola, qualora venisse aperto il centro vaccinale al Palasport di Grado.
«Con il cuore accorato – conclude Anteas – ci permettiamo di fare questa piccola proposta e la risposta rimane alla sensibilità umana e istituzionale delle competenti delle autorità sanitarie e istituzionali».—
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