Bonifica dall’amianto e poi il social housing

Gli edifici di proprietà comunale nelle vie Battistig e Gallina al centro di una sanificazione per una spesa di 82 mila euro



Si apre la prospettiva del social housing per gli edifici di proprietà comunale in via Battistig e via Gallina che in questi giorni sono oggetto di importanti novità per quanto riguarda la sanificazione dall’amianto. Si parla di ipotesi ventilate dal sindaco Rodolfo Ziberma, in riferimento alla partecipazione a un progetto che consentirebbe di rimettere a nuovo gli edifici per poi riposizionarli sul mercato tramite un particolare genere di edilizia residenziale agevolata.

Quello che è certo intanto è che è stato appena approvato il progetto esecutivo del primo lotto dei lavori che consentirà di effettuare una bonifica di queste proprietà comunali molto probabilmente entro l’anno. Così riporta l’assessore ai Lavori pubblici, Arianna Bellan. Costo dell’operazione 82 mila euro, serviranno a rimuovere il manto di copertura dei quattro edifici di via Battistig 4 e via Gallina 29, 31 e 33. In particolare verranno eliminate e sostituite delle lastre di cemento-amianto e grondaie e pluviali mediante una posa di altre lastre di lamiera preverniciata e di canali di scolo, sempre di lamiera zincata.

Gli edifici comunali in questione si trovano all’interno del centro abitato in un contesto residenziale ad alta densità abitativa: ecco perché si tratta di un intervento manutentivo atteso e richiesto dal quartiere. La struttura delle abitazioni è costituita da due piani fuori terra e un piano seminterrato. Non mancano elementi di pregio, dovuti alla peculiarità del passato industriale di Straccis. Al momento, bisognerà intanto pensare alla copertura delle abitazioni bonificate. Come si evince dalle relazioni tecniche di progetto predisposte dall’architetto Cesarini “in considerazione del fatto che il contributo regionale finanzia solo le opere strettamente necessarie per la rimozione, bonifica e smaltimento delle attuali coperture, di concerto con l’Amministrazione comunale, si rimanda ad altri ulteriori interventi le opere atte a preservare nel tempo gli edifici”. «In variazione di bilancio abbiamo inserito anche la copertura ed è in analisi un progetto di social housing, ovvero di edilizia agevolata anche se non dell’Ater», specifica Bellan. Il sindaco aggiunge: «Le palazzine del caso non sarebbero appetibili se messe in vendita. Forse però abbiamo trovato una soluzione in un fondo di investimenti da un milione di euro del Cna. I beni verrebbero conferiti al fondo e il Comune incasserebbe così i soldi dalla vendita, con i quali procederebbe a una riqualificazione tramite il Cna».

Una quota del progetto è destinata al social housing, ovvero quel genere di edilizia popolare che si rivolge a quelle persone che sono troppo benestanti per poter accedere alle case Ater, pur versando in leggere difficoltà economiche.—



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