Brindisi transfrontalieri nella giornata del Refosco

trieste
Dall’estesa e blasonata azienda secolare al piccolo produttore nato vent’anni fa, dai vini che esprimono robustamente la tradizione a una freschezza più elegante che intercetta le nuove tendenze del mercato, dalla terra rossa istriana al flysch dei colli friulani, passando per il Carso e la piana isontina.
Le etichette presentate ieri in occasione della seconda edizione di “Refosco & Friends” hanno intercettato davvero un ampio spettro di tipicità locali. Ben rappresentate dalla trentina di vignaioli provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dalla Slovenia e dalla Croazia che si sono dati appuntamento a Trieste, in via San Marco, portando con sé le proprie interpretazioni di rossi autoctoni per commentarle e farle degustare ai presenti. Alle 13 si sono aperte le danze, proseguite fino a sera a ritmo di assaggi. Non solo a base di Refosco, appunto, ma mescendo nei calici anche vari “amici” come Schioppettino, Terrano, Pignolo o Tazzelenghe.
Tutti degnamente accompagnati dai piatti sfornati da Emilio Cuk, patron dello storico ristorante Montecarlo, sede e corganizzatore dell’evento transfrontaliero in collaborazione con “Bever Forever Organizescion”, sotto l’egida dell’Associazione Cuochi Trieste.
Dai fusi con la gallina alle cotiche, dai crauti alla pasta e fasoi, dalla polenta pasticciata con rognone alla pasta mista con stracotto di coniglio. Il cuoco di casa ha deliziato i presenti con pietanze del territorio studiate apposta per accompagnarsi bene ai vini rossi della rassegna e preparate utilizzando soprattutto le carni degli animali da cortile, comuni alle tradizioni friulana, slovena, croata e dell’altipiano. —
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