Cantiere di corso Italia, o la va o la spacca pressing sulla ditta terza classificata

Incontro decisivo ad inizio della prossima settimana. L’alternativa? Scorrere la graduatoria o avviare un nuovo appalto



Corso Italia: o la va, o la spacca. L’ora X è fissata per l’inizio della prossima settimana, presumibilmente martedì. In quella giornata, infatti, è previsto l’incontro, ci si augura definitivo e decisivo, in cui la terza classificata nella gara d’appalto (la “Ises srl” di Nimis) dovrà dire se ci sta oppure no. Ovvero: se si accollerà l’onore, ma soprattutto l’onere, di completare i lavori lungo il boulevard cittadino, lasciati a metà dalla ditta aggiudicataria dell’appalto, l’ormai arcinota Co.Ge.T. scarl di Bari, oppure alzerà bandiera bianca. Com’è noto, la seconda classificata (la “Adriastrade”) è ormai fuori dai giochi: avrebbe voluto far partire i lavori a gennaio e l’amministrazione comunale aveva risposto picche, visto l’obiettivo di velocizzare al massimo un intervento che va avanti con il passo del bradipo. Scorrendo la graduatoria, ecco la candidatura della Ises. Ma non sono tutte rose e fiori.

«Perché questa attesa? Perché la ditta di Nimis deve valutare per bene se riesce a completare i lavori con la cifra dell’offerta che presentò alla gara d’appalto. Nel frattempo, i costi dei materiali sono saliti notevolmente. Basta ricordare che l’asfalto è agganciato ai rincari del petrolio - spiega Arianna Bellan, assessore comunale ai Lavori pubblici -. Questo fa sì che la Ises deve fare un computo metrico e un’analisi accurata degli importi delle pietre, dei porfidi, dei cordoli. Confido che arrivi il “sì”. Questo ci permetterebbe di sbloccare la situazione e di far ripartire i lavori in tempi brevi».

Ma se dovesse arrivare una fumata nera. «Due sono gli scenari. L’intenzione - spiega Bellan - è di continuare a scorrere la graduatoria per individuare la ditta subentrante alla Co.Ge.T». D’accordo, ma non si potrà continuare all’infinito, coinvolgendo la quinta, la decima, la centesima... «Vero. Ma questa è ciò che ci può fare». L’altro scenario? L’assessore Bellan non vorrebbe nemmeno illustrare l’alternativa perché, in questo caso, sarebbero dolori. «Bisognerebbe ricominciare daccapo, riavviando l’iter per una nuova gara d’appalto e i tempi, come potete immaginare, si dilaterebbero a dismisura». Quindi, non resta che incrociare le dita e sperare che la Ises accetti l’incarico.

È stato proprio il cantiere di corso Italia a scatenare l’indagine sui presunti appalti truccati. «E il Comune è il vero danneggiato da tutta questa situazione», commenta Bellan. Che, però, nega ci possano essere ulteriori conseguenze su questo versante che possano portare a una pericolosa dilatazione dei tempi. «Noi non abbiamo più alcun rapporto con la Co.Ge.T. scarl di Bari. Il contratto è stato rescisso e

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