Capodistria, la nuova viabilità “sfratta” la chiesa ortodossa

Previsto uno svincolo sul terreno acquistato un anno fa dalla comunità dei fedeli e già benedetto in vista della costruzione. Il Comune offre un sito alternativo

CAPODISTRIA Contrordine compagni, anzi fedeli. Sì perché la clamorosa retromarcia non è quella di un leader di partito di laica credenza, bensì del Comune di Capodistria nei confronti della Chiesa ortodossa della Slovenia. Il caso è quello della tanto attesa costruzione della nuova chiesa serbo ortodossa nel capoluogo del Litorale. Identificato il terreno, acquistato dalla comunità dei fedeli con un’operazione chiusa negli ultimi mesi del 2018, il metropolita di Slovenia e Croazia Porfirij Perić in una cerimonia solenne - presenti anche le massime autorità civili cittadine - aveva determinato la sacralità del terreno dove doveva sorgere la chiesa; come da tradizione ortodossa, era stata impiantata una croce di legno a simboleggiare proprio la sacralità dell’area, croce tuttora ben visibile.

Capodistria avrà una chiesa ortodossa


Eppure proprio il Comune di Capodistria ha annunciato un clamoroso retromarcia: l’amministrazione si è detta favorevole a spostare il sito ecclesiastico dall’area situata alle spalle della stazione degli autobus nel rione di Olmo, alle spalle del grande magazzino Hofer in quello che era il sito della ex Tomos. In tutto 3 mila metri quadrati di proprietà comunale, «secondo gli esperti, dopo aver preso in esame diverse possibilità, la location migliore per la chiesa ortodossa», ha affermato il primo cittadino Aleš Bržan. Il cambiamento di programma è dovuto al fatto che sul terreno scelto nella prima opzione dovrà passare uno svincolo della nuova viabilità d’ingresso a Capodistria.

Ma non ci si poteva pensare prima (il sindaco era Boris Popović) visto che il progetto era noto da anni? Perché sottoporre la comunità ortodossa a questa umiliazione ascrivibile a un’amministrazione afflitta dal peggior burocraticismo borbonico o da un deleterio utilitarismo politico? Domanda destinata a rimanere inevasa anche dopo l’incontro tra sindaco Bržan e metropolita Perić, affiancato dal parroco di Capodistria Dejan Mandić e dall’imprenditore Mladen Milanović che sponsorizza la costruzione della chiesa ortodossa. Incontro da cui sono trapelati solo pochissimi particolari. Quello più importante è che nulla è stato ancora deciso, che non si è neppure fissato un limite temporale entro il quale la decisione verrà presa. Unica cosa certa è che le parti rimarranno in contatto.

L’unico a parlare è il sindaco Bržan il quale sostiene che il Comune di Capodistria «non impedisce alla Chiesa ortodossa di costruire la sua chiesa, anzi vuole che ciò avvenga nel più breve tempo possibile, ma per la sicurezza dei cittadini il sito scelto non è opportuno visto il piano della viabilità che sarà realizzato». «Perché, visto che tali progetti erano noti da anni, sia stato scelto lo stesso quel sito proprio non lo so - ha precisato Bržan - sta di fatto che abbiamo discusso, ma non è stata neppure presa in esame la possibilità che la Chiesa ortodossa non accetti il nuovo sito».—


 

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