Chocofest, chiusura agrodolce Per il futuro si punta al castello

Gli organizzatori di Chocofest sognavano la location del Castello. E in futuro, chissà, ci riproveranno. La rivelazione arriva dallo stesso Lucio Vittor, inventore della storica rassegna gradiscana dedicata al prodotto "goloso" per eccellenza, a commento della 22° edizione della kermesse.
Un'edizione forse più agro che dolce, quella di quest'anno, con un'affluenza oggettivamente lontana dai fasti del passato seppure visitatori siano giunti comunque da tutta la regione ed anche dal Veneto. Ad ammetterlo, con il fair play che gli appartiene, è lo stesso "patron" di Chocofest. «Siamo stati sicuramente tormentati dal meteo - riflette -, anche se dal punto di vista dei contenuti mi reputo soddisfatto. Chocofest non ha mai voluto essere una semplice sagra: vuole valorizzare la qualità e l'artigianato, sia nazionale che locale, e anche quest'anno abbiamo saputo portare a Gradisca proposte innovative e maestri di altissimo livello». Fra le choco-star di questa edizione più apprezzate da grandi e piccoli, il maestro Fausto Ercolani, in arte “L’Artigiano Perugino”, e Piero Zerbin, mastro pasticcere ad Aquileia, con il suo “Cocambo”, unico laboratorio di cioccolato operante sul territorio.
Diverso il discorso relativo alla location, per la prima volta "traslata" su un lato meno conosciuto di piazza Unità, di fronte all'ex mercato coperto. Non tutti, forse, hanno compreso la scelta. «Questa sperimentazione è stata una nostra idea ben precisa, quella di provare a rinnovarci valorizzando un'area cittadina che ha le sue potenzialità - prosegue Vittor -, anche se non nascondo che la nostra prima opzione voleva essere il castello, come alcuni anni fa». Ai tempi della giunta Tommasini Chocofest riuscì ad aprire le porte della fortezza in abbandono, evento che riscosse un grande successo. «Quest'anno non è stato tecnicamente possibile, e non era semplice, ma dopo i recenti lavori di messa in sicurezza potrebbe essere un'opzione. Se ci riproveremo? Difficile dirlo ora. Di certo - cosi' il papà dell'evento - Chocofest ha bisogno di spazi intriganti, in grado di promuovere la città con un evento di qualità e sempre capace di rinnovarsi, perché il nostro scopo è quello: altrimenti tanto vale fermarsi. La concorrenza con altri eventi come Sant'Andrea o Telethon? No, non credo abbia giocato un ruolo».
Quella di Lucio Vittor non è una polemica, ma una riflessione: «Voglio anzi ringraziare quanti ci hanno sostenuto, dal Comune all'associazione Gradisca è, alla Bcc e ai privati che ci hanno concesso di regalare una luce nuova all'ex Mercato coperto: è un esperimento che andava fatto». —
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