Cinghiali e danni all’agricoltura La Regione stanzia 300 mila euro

Un emendamento alla legge di stabilità del forzista Nicoli consentirà alle aziende anche nelle campagne di Fossalon di accedere all’indennizzo pari al 50 per cento
Bonaventura Monfalcone-25.05.2018 Danni provocati aii cinghiali-Fossalon-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-25.05.2018 Danni provocati aii cinghiali-Fossalon-foto di Katia Bonaventura



Indennizzi per i danni subiti dagli agricoltori a causa della fauna selvatica – riferimento principale per gli “attacchi” dei cinghiali – ma anche la creazione di un marchio di qualità per le valli da pesca per sostenere l’attività della vallicoltura penalizzata troppo spesso dagli attacchi dei cormorani, dal gelo e da altri eventi calamitosi come gli ultimi che hanno rotto gli argini facendo uscire in mare aperto tutto il pesce (vedi articolo a parte). Il tutto lo ha stabilito la Regione nel contesto della discussione sulla legge di stabilità.

Sugli indennizzi destinati alle imprese agricole – primo firmatario dell’emendamento il forzista Giuseppe Nicoli, assieme ai colleghi di partito Mattiussi, Piccin e altri consiglieri del centrodestra – la nuova disposizione prevede di finanziare con 300 mila euro gli aiuti. «Dimostriamo così la nostra attenzione al settore agricolo regionale – spiega Nicoli –, colpito quest’anno in misura maggiore che in passato dalle incursioni di cinghiali e altri ungulati sempre più prolifici e voraci». Nel 2019 in particolare c’è stato un aumento esponenziale di domande di indennizzo, segno evidente che aumenta anche il numero dei cinghiali presenti in particolar modo a Fossalon.

«La misura – puntualizza Nicoli – è diretta alle domande per le quali non sussistono motivi di inammissibilità o esclusione ai sensi del relativo regolamento, e nel rispetto delle norme europee sulla concessione degli aiuti in regime di “de minimis”. Come indicato dalla norma, l’entità del danno per cui viene riconosciuto l’aiuto è pari al 50 per cento della percentuale media dei danni accertati nel 2019 con riguardo alla stessa tipologia di coltura e nello stesso comune, provocati dalla medesima specie di fauna selvatica (se la percentuale media non è calcolabile o se nella domanda era stato dichiarato un danno inferiore alla media, l’entità del danno riconosciuto sarà pari al 50 per cento di quello dichiarato). L’importo è determinato applicando i valori stabiliti nel prontuario dei danni all’agricoltura per il 2019, detratti eventuali aiuti o indennizzi concessi per gli stessi danni. «L’aiuto – dice Nicoli – sarà concesso e liquidato entro 60 giorni dall’acquisizione di tutte le dichiarazioni sostitutive presentate dalle aziende su richiesta della Direzione centrale competente. Per questi aiuti, è destinata la spesa di 300 mila euro». —



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