Cinque senzatetto al Pronto soccorso I disagi dell’utenza
È una criticità che si è evidenziata da quando la colonnina del mercurio è precipitata. Succede ogni anno.
Il caso riguarda il pernottamento e successivo stazionamento di senza fissa dimora al Pronto soccorso, presenza soprattutto notturna e chi è costretto a recarsi in via Galvani lo sa bene. I volontari del Tribunale per i servizi del malato, che effettuano anche l’attività di assistenti di sala nell’area delle emergenze del San Polo, assieme ai colleghi dell’Avo, lo hanno potuto osservare con i loro occhi, trascorrendo svariate ore nella sala di attesa dove mediano tra due mondi: quello al di là dello sportello-filtro, dove si gestiscono acuzie e urgenze di ogni tipo, e quello al di qua dell’oblò, dove le pur democratiche regole dei codici di priorità si trovano a non collimare perfettamente con le aspettative di cura dei pazienti.
«Stamattina (ieri per chi legge, ndr) – spiega Sergio Trani, vertice del Tdm – c’erano cinque senzatetto e hanno creato non pochi problemi, di natura igienica, alle altre persone in attesa di assistenza. Perché non si lavano, quindi si percepiscono odori, poggiano i piedi sulle sedie, che essendo bianche si sporcano: insomma, rappresentano un problema di tipo sociale perché chi attende di veder alleviate le sofferenze pretende di stare in un ambiente salubre, trovandosi all’interno peraltro di un ospedale». —
Ti.Ca.
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