Cisint: bene gli eletti bengalesi Il Comitato è a rischio ricorso

Il sindaco ritiene utile la presenza degli immigrati «Per un confronto sempre più ampio sulle esigenze dell’area». Steffè chiede verifiche su chi ha votato



Il Comune di Monfalcone notificherà oggi al Comitato rione centro, il cui direttivo è stato rinnovato con le elezioni di sabato e domenica, un avvio di procedimento relativo alla verifica che la sede di via del Campanile-piazza Falcone e Borsellino sia stata utilizzata e i contributi siano stati percepiti in modo legittimo. Il motivo sta sempre nella prorogatio di almeno 10 mesi dell’ex presidente Luciano Negri, nominato dal direttivo appena scaduto a febbraio del 2017 una volta dimessasi da presidente e dal direttivo Giuliana Garimberti, eletta inizio novembre del 2015.

Il presidente dei Comitati rionali rimane in carico due anni, secondo il Regolamento comunale di partecipazione popolare che dà attuazione allo Statuto comunale. «Un tanto credo sia dovuto, visto che si tratta di risorse pubbliche – afferma il sindaco Anna Cisint –. Poi rispetto all’esito delle elezioni, credo sia giusta una presenza dei rappresentanti della comunità bengalese nel Comitato rione centro e utile a un confronto il più ampio possibile sulle esigenze dell’area centrale della città, all’interno dell’organismo e con l’amministrazione comunale». Che da parte sua, di recente, come rileva ancora Cisint, ha assegnato in modo gratuito uno spazio nell’ex Casa del mutilato di via Rossini all’Associazione genitori bengalesi, che vi ha avviato un corso di italiano per le donne della comunità (una trentina le partecipanti). In attesa dell’individuazione del presidente del Comitato rione centro in seno al direttivo di 15 componenti eletti con le votazioni di sabato e domenica, c’è chi ritiene comunque che l’esito delle elezioni potrebbe essere impugnato. Si tratta di un paio di cittadini, che sarebbero valutando di presentare un esposto in Procura della Repubblica, e del consigliere comunale di Fdi Mauro Steffé.

«Da quanto ho visto in modo diretto non tutti i votanti hanno esibito la carta d’identità, mostrando invece il permesso di soggiorno – spiega Steffé –. Quindi andrebbe quanto meno verificato se quelle persone siano effettivamente residenti nell’area centrale della città, come previsto dal Regolamento comunale». Ai fedeli che domenica si sono invece lamentati per l’assembramento dovuto alla presenza del seggio sotto il portico della chiesa, la rieletta Annalisa Virgolin, già vicepresidente nel precedente direttivo, sottolinea che il comitato ha operato dopo aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione della parrocchia di Sant’Ambrogio. L’altro ex vicepresidente, Leonardo Fragiacomo, sulla pagina Facebook del comitato ieri ha invece chiarito che «il presidente viene eletto dall’assemblea e può essere anche il meno votato dei candidati: il requisito è la fiducia da parte dei consiglieri, non il numero di voti». I due candidati largamente più votati sono stati i bengalesi Nanzin Akter e l’operaio Abdul Malek rispettivamente con 452 e 447 preferenze. —



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