Clima, impegno e futuro Le parole d’ordine di Greta si riprendono la piazza

Lasorte Trieste 24/05/19 - Corteo FridayForFuture,
Lasorte Trieste 24/05/19 - Corteo FridayForFuture,



Centinaia di persone, perlopiù giovanissime, anche a Trieste ieri hanno partecipato alla seconda marcia globale per il clima, organizzata in numerosissime città dai comitati locali di “Fridays for future”. Un movimento, quello nato dalla protesta avviata lo scorso agosto da Greta Thunberg, che secondo le cifre fornite dalla Cnn, ieri è riuscito a organizzare mobilitazioni in almeno 125 Paesi, sparsi in tutti i continenti.

Tornando a Trieste, l’appuntamento era alle 14.30 all’inizio di viale XX settembre. Si sono visti numerosi striscioni e slogan, tutti a tema. «Se il clima fosse una banca, lo avreste già salvato», ad esempio. Oppure: «Vogliamo respirare il nostro futuro». O ancora è rispuntato il redivivo: «Pensare globale, agire sociale». Il corteo si è inerpicato fino all’agorà dell’ateneo cittadino.

In piazzale Europa, appunto, si sono tenuti gli interventi di attivisti, esperti e associazioni, non da ultimo quello di Maurizio Fermeglia: «Solo dal sapere e dalla scienza può arrivare la salvezza del pianeta - ha detto il rettore uscente -. È strabiliante che la politica non se ne renda conto. Anzi fa il contrario: si occupa di meteorologia, invece che di climatologia». Il riferimento è a chi diffonde le fake news secondo cui il freddo anomalo di questo maggio dimostrerebbe che l’emergenza climatica non esiste. In realtà la scienza dice che è vero il contrario: ha fatto freddo qui perché è surriscaldato l’estremo Nord. «Bisogna fare qualcosa - ha continuato Fermeglia -. Parlate con i vostri genitori e amici. La data limite è il 2030 ma bisogna attivarsi prima».

Al microfono si sono poi succeduti Simone Libralato e Michele Rebesco dell’Istituto nazionale di oceanografia (Ogs); il curatore del Museo di Storia naturale Nicola Bressi; il docente Units Alessandro Pavan e il climatologo Filippo Giorgi, parte del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc) quando quest’ultimo ha vinto il Nobel per la pace nel 2007. Di Fridays for future hanno invece preso la parola Anna Lilian, Francesca Zampieri, Laura Zorzini, Afra Rolfo e Sara Segantin: «Siamo tutte soddisfatte - ha commentato a margine quest’ultima -. Il corteo è stato partecipato nonostante la salita. È stato importante anche il lavoro dietro le quinte. Istituzioni scientifiche, associazioni, cittadini: tutti ci hanno aiutato. La nostra speranza è che questo sciopero per il clima faccia riflettere le persone, affinché votino in maniera consapevole». Il movimento è infatti apartitico ma politico: l’invito esteso a tutti è a considerare l’emergenza climatica, domani nell’urna. —



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