Commercio, ok dai Comuni. No di Gorizia e Trieste
L’assessore Ciriani incassa sedici sì Gherghetta: «Così si favoriscono i centri sloveni»
di Marco Ballico
di Marco Ballico

TRIESTE Luca Ciriani strappa il via libera del Consiglio delle Autonomie, non quello dei Comuni di Trieste e Gorizia, preoccupati dalla concorrenza della grande distribuzione slovena. Tanto da negare il voto favorevole alla proposta di legge sul commercio della giunta Tondo. Nonostante quel testo sia stata emendato e, oltre alla retromarcia sui saldi, conceda ora libertà di apertura ai negozi sotto i 400 metri quadrati. A Udine, nella sede della Regione, Trieste e Gorizia si ribellano.
Gli assessori Marina Gruden e Guido Germano Pettarin non ci stanno a veder ristretto al solo centro storico il loro regime turistico e, conseguentemente, la facoltà di apertura degli esercizi commerciali ogni domenica. Libertà fondamentale, rilevano, di fronte alla concorrenza dei mega-centri oltre confine. Per Gorizia, adesso che a Nova Gorica c’è «Qlandia», davvero a un passo. Ciriani convince gli altri sindaci con due emendamenti. Nella proposta di legge, in giunta con ogni probabilità domani e in aula a fine ottobre, viene estesa la facoltà di apertura domenicale anche agli esercizi con superficie di vendita inferiore ai 400 metri quadrati.
E ancora, con un cambio di rotta sulla prevista liberalizzazione, si concentrano i saldi in due fasce – invernale dal 2 al gennaio al 31 marzo, estiva dall’1 luglio al 30 settembre – con libertà per i singoli commercianti di decidere quando proporre gli sconti. Inoltre, su proposta di Gherghetta, si aggiunge la motivazione della concorrenzialità della grande distribuzione extraregionale tra quelle che potranno spingere i sindaci a consentire l’apertura festiva fino a un massimo di ulteriori 10 giornate rispetto alle 19 già previste in legge. Trieste e Gorizia apprezzano gli sforzi ma rimangono sulle loro posizioni. «In una città come Trieste – rileva Gruden – si dovrebbe poter tenere aperto anche di notte».
Come Pettarin, l’assessore triestino chiede deroghe. Quelle che il sindaco di Tavagnacco Mario Pezzetta, non vuole. Così, pur se con le critiche anche di Gherghetta – «Il centro commerciale di Nova Gorica succhierà in tutta la regione» –, i soli comuni totalmente turistici rimangono Lignano e Grado. E Ciriani porta a casa l’ok con 16 voti a favore, l’astensione di Gorizia e Attimis e la contrarietà di Trieste.
«Ciò che abbiamo predisposto – commenta l’assessore – mira a riequilibrare l'offerta e a garantire a tutti i cittadini di fare acquisti, anche la domenica, nel raggio di 10-15 chilometri dalla propria abitazione». Nella seduta di ieri l’assessore alle Autonomie Federica Seganti è poi intervenuta sulla riforma dell'urbanistica e disciplina dell'attività edilizia e del paesaggio, su cui è già pronta una proposta di legge di Daniele Galasso (Pdl), che ne ha illustrato i contenuti. Seganti ha annunciato la definizione di un testo unico, il «Codice regionale dell'edilizia», che dovrebbe essere operante entro l'anno.
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