Comunità bengalese cittadina divisa sui messaggi di “Bangla”

Il film con Phaim Bhuiyan potrebbe spiacere agli immigrati provenienti dalle zone interne di quel Paese dove è più forte la matrice religiosa 

il caso



Per ora la scommessa dei gestori del Kinemax di Monfalcone, che pure accoglie una delle comunità bengalesi più ampie d’Italia, non ha pagato. “Bangla”, commedia scritta, diretta e interpretata dal giovane Phaim Bhuiyan, bengalese di seconda generazione o italiano di origini bengalesi, anche se lui preferisce definirsi di “Torpignattara al 100%”, nella prima giornata di proiezione a Monfalcone, giovedì, ha attirato in sala meno di una decina di persone. Tutte italiane. Gli elementi perché la pellicola possa non essere apprezzata almeno dalla parte più conservatrice dei bengalesi di Monfalcone ci sono: Phaim, con leggerezza e ironia, affronta il tema dell’amore con una ragazza italiana e dei rapporti con la sua religione, la sua famiglia, ma anche il suo essere in fondo soprattutto romano. I giovani bengalesi sembrano però decisi a vedere la pellicola. «Abbiamo visto il trailer, sappiamo qual è la storia e pensiamo di andare a vedere il film nel week end», hanno spiegato ieri Fariya e Federica, due studentesse di origine bengalese del Pertini. Di problemi nel film le due ragazze, che al cinema ci vanno d’abitudine, non ne vedono. «Per qualcuno della comunità potrebbe esserci – spiega un trentenne bengalese che preferisce rimanere anonimo –. Soprattutto in questa zona, a Monfalcone, dove l’immigrazione dal Bangladesh è avvenuta e avviene da due-tre zone dell’interno più distanti dalla capitale, dalle grandi città e dove la mentalità è più chiusa. Il film potrebbe mettere in difficoltà le persone molto religiose». È anche vero che di “Bangla” il giovane è venuto a conoscenza per caso. «Ho visto il trailer per combinazione, non sapevo che film fosse e nemmeno che fosse in programmazione al Kinemax, dove vado anche due volte alla settimana», spiega. Spesso, però, al cinema il ragazzo bengalese ci va da solo, perché gli amici non è finora riuscito a convincerli ad accompagnarlo. «Qualcuno teme di non capire bene l’italiano», dice, raccontando di aver avuto la stessa perplessità all’inizio. «Ora invece faccio più fatica a seguire i film in inglese – aggiunge –. Mi piacciono tutti i generi e vorrei vedere anche Bangla». —





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