Confindustria Trieste pronta a fondersi con Gorizia. Bono alla presidenza

TRIESTE Non più due Confindustrie, a Trieste e Gorizia ma una sola organizzazione con alla presidenza un personaggio del calibro di Giuseppe Bono, amministratore delegato della Fincantieri.
La sinergia tra le due associazioni, “benedetta” dalla presidente nazionale Emma Marcegaglia, sembra ormai avviata e c’è anche l’ipotesi di trasferire la sede unica a Monfalcone, secondo polo regionale per presenza industriale.
Non è affatto “fantaindustria”, anche se si tratta per ora soltanto di indiscrezioni, i rumors che sta suscitando la candidatura di Giuseppe Bono per la poltrona dei vertici di Confindustria a Gorizia (che scadono a fine dicembre), stanno abbattendo qualsiasi barriera o tentativo di riservatezza.
Gli industriali sono stati sentiti dai saggi che stanno facendo la ricognizione tra gli associati nel goriziano e nell’isontino, sembra non abbiamo avuto dubbi nell’indicare l’ad di Fincantieri per la super-poltrona della presidenza, l’unico con le spalle forti e in grado di tenere la barra dritta della nave nel mare tempestoso della crisi e soprattutto portarla fuori dalle secche. Una scelta forte in un momento difficile.
Il tessuto delle imprese non solo di Gorizia, ma anche dell’Isontino, lo ha ribadito lo stesso presidente uscente Gianfranco Di Bert, dipende per il 40% dalle attività di Fincantieri e lo stesso cantiere di Monfalcone, l’unico che uscirà quasi indenne dopo il piano di ristrutturazione del gruppo, rappresenta da solo il 30% del volume di affari dell’azienda cantieristica con circa 1600 addetti diretti e un’indotto che complessivamente dà lavoro a circa 10 mila persone.
Confindustria Gorizia non conferma, cerca fino all’ultimo di mantenere il massimo riserbo. «I saggi sono ancora al lavoro, stanno concludendo le consultazioni - spiega lo stesso Di Bert - tutti i nomi che escono sono frutto di indiscrezioni, non faccio commenti. A dicembre la commissione renderà nota la designazione». Nessun commento invece da Confindustria Trieste. Ma se sul nome del candidato più indicato non ci sono conferme ufficiali, sul processo di sinergia tra Trieste e Gorizia sì: «È stata già avviata» conferma il presidente Di Bert.
Anche se i lavori dei tre saggi (Gianfranco Gutty ex Generali poi presidente di Assindustria e ed ex numero uno di Iris, Aureliano Hoffmann capo gruppo del settore edili, Luciano Devidè monfalconese alla guida di Alloys italia), non sono ancora ultimati le consultazioni sono alla fine e le indicazioni degli imprenditori non lasciano molti dubbi. Al di là del nome di prestigio c’è la volontà di fare una scelta strategica per due territori che, messi in sinergia, potrebbero superare reciproche debolezze e ricominciare da un punto di grande forza e novità.
A dicembre sarà ufficializzata la designazione, il presidente Di Bert che è a fine mandato (non può ricandidarsi) convocherà l’esecutivo che sarà chiamato a deliberare. Il presidente designato avrà tempo un mese poi per preparare la sua squadra e il suo progetto, sarà convocato dall’esecutivo e alla fine sarà eletto dopo l’assemblea prevista per gennaio.
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