Trieste dice addio a Corrado Savio, pioniere di Radio Sound 102 e del Macaki

Nel maggio 1976 l’emittente a cui aveva appena dato vita seguì con 250 ore di diretta il terremoto del Friuli. L’anno seguente fece conoscere i Tubes ai triestini e nel 1983 fu il primo a portare il football americano in città 

Fabio Dorigo
Corrado Savio fotografato nel 2008
Corrado Savio fotografato nel 2008

Era un sognatore vero, di quelli rari, a Trieste. Lui, infatti, i suoi sogni li portava a realizzazione. Corrado Savio, classe 1955, se ne è andato a sorpresa lunedì, vittima di un male che non lascia scampo. Il prossimo 29 giugno, avrebbe compiuto 71 anni.

Le 250 ore di diretta del terremoto

Tre mesi fa, il 29 marzo, era presente in piena forma alla rimpatriata per ricordare i cinquant’anni della sua prima creatura, Radio Sound Trieste 102, fondata nel 1976 assieme a tre amici (Giuliano Guidi, Silverio Giurgevich e Marino Descovich). La prima radio privata di Trieste con sede iniziale in via Felice Venezian. Fra i collaboratori i giornalisti Furio Baldassi, Fulvio Gon, Pierluigi Sabatti, Giovanni Marzini, Cristiano Degano. L’emittente spiccò subito per l’informazione in occasione del terremoto in Friuli del maggio 1976 (250 ore di diretta). «Volevamo fare qualcosa che a Trieste non esisteva ancora – ricordò Savio -. E ci siamo riusciti. Il seguito è stato grande. Se giravi la manopola, ci trovavi subito».

Il football americano e i Tubes

Anni dopo (1983), altra illuminazione, altra avventura. Scoprì e si entusiasmò al football americano e diede vita alla prima squadra locale, gli “American Football Trieste Muli,” assieme a Giuliano Guidi e Viviana Salvemini. I “Muli” giocheranno 6 campionati di serie A1 e 2 di Serie A2. La società chiuse nel 1992.

Nel 2000 Savio subentrò nella gestione di uno dei locali più rimpianti in assoluto, il mitico Macaki. Lo trasformò in qualcosa di fondamentalmente diverso, una casa della musica, dei musicisti, e degli appassionati. Il locale spense le insegne nel 2016.

Baldassi, presidente dell’Ordine dei giornalisti, ricorda un aneddoto: «Era il novembre 1977, Radio Sound viaggiava a gonfie vele. Io e Corrado un disco di uno sconosciuto gruppo californiano, i Tubes, e decidemmo di andarli a vedere a Monaco di Baviera. I Tubes entrarono nella heavy rotation quotidiana dei programmi, creando un piccolo fenomeno locale. Nel 1979 infatti, una vera e propria spedizione di triestini, circa 300, si imbarcò con ogni mezzo verso Monaco per partecipare al concerto dei Tubes». Ma questa è già un’altra storia.

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