Corruzione a Scoglio Olivi In libertà i sei manager

FIUME. Con oltre un mese di anticipo rispetto ai termini della custodia cautelare, sono stati rimessi in libertà ieri dal carcere giudiziario del Tribunale regionale i sei sospettati nell’ambito dello scandalo che avrebbe messo in ginocchio e portato al fallimento il Gruppo Uljanik. Come comunicato alla stampa dal portavoce del Tribunale Zoran Srsen, nell’ambito dell’inchiesta sono stati interrogati tutti i testimoni, cosicché non sussistono più i motivi per il fermo cautelare. Fermo, lo ricordiamo, che era stato disposto proprio per impedire che i sospettati potessero influire sui testimoni, che sono una sessantina.

Le sei persone rimesse in libertà sono l’ex presidente della direzione del Gruppo Uljanik Gianni Rossanda, gli ex componenti la direzione Marinko Brgić e Veljko Grbac, l’ex presidente della direzione del cantiere Tre Maggio di Fiume Maksimilijan Perčan; e gli ex direttori del cantiere Scoglio Olivi Silvano Kranjc e dell’armatore Uljanik Plovidba Dragutin Pavletić. È stato proprio quest’ultimo a uscire per primo dal carcere, e ai giornalisti peraltro non ha risparmiato pesanti apprezzamenti verbali. Dopo di lui è comparso Gianni Rossanda, cupo in volto e visibilmente provato. Sulla lista dei sospettati per il crac della compagnia figurano altri otto ex manager e dirigenti: nei confronti di tutti viene ipotizzato il reato di malversazioni finanziarie e frode commessi tra il 2010 e 2017, per un danno totale di 160 milioni di euro al bilancio dello Stato e alle casse aziendali. Intanto agli operai sono in arrivo da ieri le lettere di licenziamento.—

P.R.

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