Corruzione all’Uljanik testimoni ascoltati senza i legali della difesa
POLA. La Procura di Fiume non vuol sentire parlare di violazione dei diritti umani e dell’acquis comunitario della Croazia a proposito al divieto imposto agli avvocati difensori degli indagati, di assistere all’interrogatorio dei testimoni nel scandalo che ha messo in ginocchio il Gruppo Uljanik. Raggiunto da numerose richieste di spiegazioni, il sostituto procuratore del capoluogo quarnerino Nenad Bogosavljev ha così risposto: «Causa l’impossibilità di garantire la parità di trattamento degli indagati e dei loro avvocati difensori nell’escussione dei testimoni, gli avvocati stessi non vengono invitati all’interrogaorio». A dire il vero, è una formulazione un po’ fumosa e poco chiara che comunque indica la volontà di tenere alla larga i difensori. Ma cosa dice la legge a proposito? La spiegazione arriva da Zlata Djurdjević, docente di diritto penale alla Facoltà di Giurisprudenza di Zagabria: «Nel rispetto di una precisa disposizione di legge La Procura non ha l’obbligo di invitare gli avvocati della difesa all’interrogatorio dei testimoni. La Procura può organizzare un’interrogatorio a parte alla presenza degli avvocati, ma non ne ha l’obbligo. Comunque in ogni caso è meglio se all’escussione assistono i difensori poiché la deposizione dei testi ha maggior peso nel dibattimento processuale».
Intanto l’apertura del procedimento fallimentare nel cantiere Scoglio Olivi continua ad avere un forte impatto emotivo sulla cittadinanza di Pola, che sembra rassegnata alla sua liquidazione. Da notare però che non c’è alcuna reazione degli stessi cantierini, umiliati e stremati dall’agonia di quasi un anno e se ne stanno zitti anche i sindacati. —
P.R.
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