Cosolini: «Dipiazza ha consenso ma non un progetto per la città»

L’ex sindaco contesta la visione di destra dell’attuale primo cittadino Il capogruppo di Fi Polacco: «A Trieste l’opposizione vive su Marte» 
Lasorte Trieste 29/06/18 - Paolo Polidori, Vicesindaco
Lasorte Trieste 29/06/18 - Paolo Polidori, Vicesindaco

IL DIBATTITO

«Dipiazza è un uomo di destra capace di enfatizzare all’infinito qualche gesto come il concerto dei tre Presidenti ma che poi va a incontrare Forza Nuova, oppure va alla Foiba il 10 febbraio a fare un discorso con toni da guerrafondaio. Legato a questa identità della destra triestina ma capace, da buon commerciante che mette sullo scaffale ciò che sa di poter vendere quel giorno, di firmare la convenzione con l’Anpi per il monumento di Opicina...». L’ex sindaco Roberto Cosolini non ha dubbi sul ritratto del successore che esce dall’intervista di fine anno. «E gli va bene al punto che l’Anpi dimentica che la soluzione della controversia con l’Esercito è un risultato della precedente Amministrazione che per una notte ascoltò gli attacchi dell’allora opposizione per avere stanziato i soldi per il monumento» ricorda amaro Cosolini. «È un uomo di consenso. Ha vinto tre volte, oggi è il favorito per la quarta - continua l’ex sindaco -. È una dote importante per fare il sindaco ma poi gli manca ciò che sarebbe legittimo chiedergli: non guarda al futuro della Città e della Comunità, non ha un progetto, convinto com’è che bastino i successi attuali di porto e turismo e un po’ di operazioni immobiliari».

A margine dell’intervista di Dipiazza arriva la replica del vicesindaco Paolo Polidori alle dichiarazioni del dem Francesco Russo. «Sinceramente, non pensavo che la meschinità di Russo arrivasse fino al punto di attaccare Dipiazza attraverso una questione del suo vicesindaco, cioè del sottoscritto, già morta, sepolta e chiarita innumerevoli volte - spiega Polidori - allora, vertevano esclusivamente su questioni macroeconomiche e non su questioni antisemite». Alberto Polacco, capogruppo Fi, respinge al mittente le critiche al sindaco. «Le repliche degli esponenti del centro sinistra locale attestano un dato ormai acclarato: a Trieste l’opposizione vive su Marte - spiega Polacco - . Di fronte ad una città che in questi tre anni si è saputa rinnovare e spingere verso i gradini più alti della qualità della vita in Italia, la sinistra dimentica che, fonte il Sole 24 ore, Trieste è 5ª in Italia per qualità della vita e 2ª per affari e lavoro; con il centro sinistra al governo cittadino eravamo scesi al 34° posto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo