Dalla cima dell’Everest ai confini dell’universo il cinema virtuale porta lo spettatore in orbita

Tredici opere in concorso nel foyer del Verdi trasformato in sala cinematografica con visori e poltrone girevoli



Offrire un’esperienza agli spettatori nuova dal punto di vista estetico e narrativo, qualcosa che valicasse i confini di ciò che siamo abituati a vedere, sperimentando un nuovo modo di vivere l’arte cinematografica. Se questa era la missione varata lo scorso anno da Virtual Reality, la sezione che ShorTS dedicava per la prima volta ai corti girati in realtà virtuale, non c’è dubbio che l’obiettivo sia stato centrato, premiato da una risposta entusiastica tradotta in lunghe file e prenotazioni a pioggia all’hub di piazza della Borsa. Così l’asticella, quest’anno, viene spostata ancora più in alto. Meravigliare uno spettatore già esperto è il nuovo compito di Francesco Ruzzier, esperto confermato al comando di oculus e poltrona girevole. «La realtà virtuale pone sfide da un punto di vista registico e creativo ancora tutte aperte – sostiene il curatore –. Al momento ci troviamo in una fase in cui sembra necessario capire cosa raccontare e soprattutto cosa raccontare di nuovo con questo mezzo». La sua scelta è quindi caduta su opere che «han saputo esplorare la realtà virtuale con una maggior consapevolezza del mezzo, con maggior curiosità, con la voglia di andare oltre l’impossibile verso nuovi orizzonti visivi».

Tante le migliorie in campo per una formula nuova di zecca ripensata nei tempi e nei contenuti: quattro le serate dedicate, dal 2 al 5 luglio, una modalità di visione non più individuale ma collettiva e, soprattutto, una location di quelle che non ti aspetti. Sarà il foyer del Teatro Verdi, infatti, a ospitare le proiezioni delle 13 opere in concorso: all’interno verranno predisposte due postazioni singole dove il pubblico avrà l’occasione di seguire gratuitamente dalle 10 fino alle 20 opere, più un ulteriore visore per vedere un corto fuori concorso (ne parliamo a pagina 6 dell’inserto). Visori e poltrone girevoli per muoversi a 360° trasformeranno il foyer in una sala cinematografica virtuale grazie anche all’assistenza tecnologica di Ikon, eccellenza regionale nel settore e digital partner di ShorTS.

E per gli altri giorni di festival? Niente paura: anche quest’anno piazza della Borsa ospiterà la sua virtual room dove gli spettatori potranno anche rivedere il meglio del concorso dell’anno zero. Quanto alla competizione 2019, invece, l’effetto tele-trasporto sarà garantito da “Everest”, che porterà gli spettatori dal campo base fin sulla cima del monte più alto del mondo. Immersiva e curiosa, “Wombsong” ricostruirà la sensazione avvolgente all’interno dell’utero di una donna incinta, mentre “Conscious existence” del tedesco Marc Zimmermann proporrà un viaggio sensoriale di grande suggestione ai confini dell’universo. Non mancheranno temi di stringente attualità, come quelli affrontati da Assaf Machnesin in “Borderline” , presentato alla Biennale VR veneziana, che fa vivere in prima persona l’incertezza di un giovane soldato israeliano a guardia del confine, o ancora “Paris Terror – The Hostages from the Hyper Cacher” di Ricarda Saleh, che ricostruisce l’attentato parigino al negozio ebraico Hyper Cacher a due giorni dall’attacco alla redazione di Charlie Hebdo.

Il corto vincitore si aggiudicherà il premio Estenergy-Gruppo Hera di 2. 000 euro; in palio anche il premio Rai Cinema Channel che consiste nell’acquisto dei diritti web del corto per un valore di 3000 euro e nella diffusione sulla nuova app dedicata; novità dell’anno invece, in tema di riconoscimenti, il premio del Pubblico del Piccolo, media partner del festival. —



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