Morte di Danica, la Comunità serba di Trieste si fa avanti per l’ultimo saluto
Disponibilità del presidente Selaković e di padre Radović per il funerale e la sepoltura della clochard deceduta

La Comunità serbo ortodossa di Trieste intende farsi carico del funerale di Danica Majkic, la clochard deceduta in ospedale la notte dello scorso 9 gennaio. La data delle esequie, che saranno officiate dal parroco della chiesa di S. Spiridione Taumaturgo, padre Raško Radović, non è stata ancora stabilita.
«Siamo in stretto contatto con gli uffici dei Servizi sociali del Comune – conferma il presidente della Comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste Zlatimir Selaković – abbiamo infatti dato la nostra piena disponibilità per il funerale della signora, anche per contribuire ai costi».
Nei prossimi giorni sarà deciso il luogo di sepoltura della defunta. Peraltro sono numerosi i triestini, colpiti dal decesso della signora e dalla sua drammatica storia, che attendono informazioni a riguardo: sia per partecipare alla cerimonia, sia semplicemente per portare un fiore.
«Non abbiamo ancora indicazioni precise – afferma ancora il presidente della Comunità, Selaković – la signora, comunque, potrebbe essere sepolta nel cimitero serbo ortodosso oppure anche a Sant’Anna, ma con il nostro rito. Prima, comunque, verrà portata nella nostra cappella, in via della Pace 2. Aspettiamo chiarimenti dal Comune».
Stando a quanto si apprende, in questi giorni si sarebbe fatto avanti un parente della signora che risiede a Milano.
«Di questi aspetti legati al funerale, di solito, quando si tratta di persone non abbienti e che vivono ai margini – spiega l’assessore alle Politiche sociali Massimo Tognolli – è il Comune a occuparsene».
Danica Majkic stazionava nella zona di Ponterosso. La donna, serba nata in Bosnia a Višegrad nel 1957, di recente era stata ricoverata a Cattinara. È morta nel giro di pochi giorni.
Aveva vissuto l’orrore della guerra nei Balcani negli anni Novanta: il genocidio di Višegrad, dove era nata. Era stata violentata dai miliziani. Aveva due figli, uccisi entrambi. E sembra proprio davanti a lei, stando a quanto avrebbe riferito la donna in passato.
Danica era arrivata a Trieste una ventina di anni fa. Aveva la cittadinanza italiana perché si era sposata con un milanese: è forse il parente che si è fatto avanti in questi giorni? Nel corso degli anni le condizioni mentali della signora erano peggiorate. Anche il Csm di via Gambini aveva cercato di intervenire per aiutarla, analogamente a molteplici associazioni umanitarie o realtà come la Caritas. —
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