Migranti nel Porto Vecchio di Trieste, scatta lo sgombero del Magazzino 118
Diversamente dalle altre volte l’operazione odierna punta solo a liberare l’hangar, che in futuro ospiterà la giunta Fvg. Gli agenti non procedono dunque con le identificazioni e i conseguenti trasferimenti

È scattato nella mattinata di oggi, 5 febbraio, lo sgombero del magazzino 118 del Porto Vecchio, occupato dai migranti. La Polizia di Stato sta facendo uscire le persone che hanno trovato riparo all'interno degli spazi abbandonati.
Come precisa la Questura, l'operazione di questa mattina - diversamente dalle altre volte - in questo caso si limita solo a liberare l'hangar. Gli agenti non procedono dunque con le identificazioni e i conseguenti trasferimenti.
Gli ingressi della palazzina - dove in passato si trovava la Direzione portuale e che, secondo le previsioni, in futuro ospiterà la giunta regionale - saranno chiusi e sigillati da una ditta incaricata, analogamente a quanto avvenuto nei giorni scorsi con i magazzini attigui (il 7 e il 10).
Trattandosi di un'operazione limitata allo sgombero e alla conseguente chiusura degli ingressi, questa mattina non è presente l'apparato che generalmente opera su questo genere di operazioni di polizia: non ci sono ad esempio le altre forze dell'ordine, né il personale sanitario, né la Caritas e l’Unhcr.
Dentro la palazzina c'era una ventina di persone. La Questura chiarisce che la struttura è ritenuta pericolante e a rischio crolli; per questo motivo è stato deciso di procedere con questa modalità. Si tratta quindi di un'operazione di sicurezza, sottolinea ancora la Polizia. Hanno lavoro in tutto dieci agenti.
I precedenti
È il quarto sgombero in due mesi, ma Porto Vecchio continua a essere abitato da decine di profughi. Il 3 dicembre scorso era toccato ai magazzini 2 e 2a, nei mesi scorsi più volte teatri di incendi (anche pericolosi) divampati da falò accesi nel tentativo di cucinarsi un pasto, o scaldarsi. Quel giorno furono trasferiti fuori regione 155 richiedenti asilo.

L’operazione fu portata a termine senza intoppi, ma la tragedia si compì solo alla sera, con il ritrovamento del corpo senza vita del 32enne algerino Magoura Hichem Billal. Era deceduto in solitudine, proprio lì accanto, nel fabbricato 116, poi chiuso a sua volta. Sulle cause del suo decesso – non riconducibili all’azione di terzi – sono ancora in corso gli accertamenti di natura tossicologica.
Il 22 gennaio sono stati quindi trasferiti altri 116 migranti, ma molti sono rimasti esclusi dall’operazione, tornando così a cercare riparo nel Porto Vecchio, anche a costo di sfondare i pannelli in compensato allora posti a chiusura dell’hangar 4. I sigilli furono riparati il mattino dopo, ma i profughi si sono semplicemente spostati pochi metri più avanti, aggirando i cantieri fino ai due magazzini 7 e 10, da loro abitati almeno fino al 29 gennaio.
Una settimana fa, dunque, l’ultimo sgombero, con il trasferimento di altri 95 richiedenti asilo ma – come denunciato dalle associazioni – molti altri rimasti all’addiaccio.—
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