Debito di bilancio per liquidare la pensione del segretario comunale

GradiscaIn quiescienza con un “tesoretto” da 22 mila euro. È quanto, con una sentenza immediatamente esecutiva del Giudice del Lavoro del Tribunale di Gorizia il Comune di Gradisca è stato costretto...

Gradisca

In quiescienza con un “tesoretto” da 22 mila euro. È quanto, con una sentenza immediatamente esecutiva del Giudice del Lavoro del Tribunale di Gorizia il Comune di Gradisca è stato costretto a destinare all’ormai ex segretario comunale Nicolò Sandro D’Avola come «quota diritti di rogito» (per atti e contratti) a lui spettanti. Una controversia, quella relativa al pagamento dei diritti di rogito ai segretari, che è stata al centro di una vera e propria pioggia di ricorsi alla giustizia ordinaria in tutto lo Stivale, e dal quale Gradisca non è rimasta esente, ritrovandosi a dover riconoscere un debito fuori bilancio per saldare quanto dovuto.

Come si evince dagli atti, la controversia ha origine da un articolo del decreto legge 90/2014 che ha abrogato la normativa precedente in tema di diritti di rogito “stabilendo che il provento dovesse essere attribuito integralmente all’Ente”. Un’unica deroga è però contenuta in un comma che prevede che “una quota annuale del provento può essere attribuita al segretario rogante, nei limiti del quinto dello stipendio, negli enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale”.

«Non una negligenza da parte del Comune, ma una vera e propria difformità interpretativa ha condotto a questa situazione che di fatto ha pesato sulla collettivita», commenta il sindaco Linda Tomasinsig.

Infatti, le interpretazioni difformi della legge da parte delle diverse sezioni della Corte dei Conti hanno portato la Sezione autonomie della stessa a una deliberazione che sposasse la tesi più restrittiva, ritenendo che i “diritti di rogito competessero esclusivamente ai segretari di fascia C”. Interpretazione che però ha portato molti segretari di fascia A e B ad avviare giudizi dinanzi al Giudice del Lavoro, che hanno dato torto ai Comuni e ragione ai segretari, costringendo gli enti a subire le spese dovute alla condanna al pagamento in sede di giudizio. Successivamente anche la Corte dei Conti regionale è tornata sui propri passi riconoscendo la possibilità di corrispondere, su richiesta del segretario, i diritti di rogito ai segretari di fascia A e B in un ente privo di dirigenti come appunto è Gradisca. Da qui la necessità, per il Comune di Gradisca, di ottemperare alla richiesta del dottor D’Avola (che ha presentato il suo ricorso nel dicembre 2017) ed alla sentenza immediatamente esecutiva del Giudice del Lavoro. –



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