Domato l'incendio a Monfalcone, treni ripartiti dopo oltre quattro ore VIDEO E FOTO

Violento rogo sul Carso in zona Lisert, abbastanza vicino alle case. Minacciose lingue di fuoco e alte e dense colonne di fumo. Sul posto i vigili del fuoco e un elicottero antincendio. Forti disagi per i passeggeri della rete ferroviaria

MONFALCONE. Il Carso brucia. Ancora. Continua l’emergenza sterpaglie lungo la macchia verde che accompagna le rotaie della ferrovia. Come già a fine agosto era avvenuto a Duino, martedì 13 settembre 2016 alle 16 è dunque divampato uno spaventoso incendio a Monfalcone, che ha tenuto impegnati i pompieri per almeno quattro ore. Le fiamme hanno distrutto per lo più arbusti, pini e cespugli, lambendo i fili sospesi dell’alta tensione. Una situazione apparsa immediatamente critica a chi, dal suo balcone, dopo aver avvistato una coltre di fumo levarsi al passaggio d’un treno, è stata la prima ad allertare i soccorsi. Si tratta di una residente di 74 anni, Elda Mucchiut, che abita al civico 49 di via Cesare Augusto Colombo, sopra la Fis-Frigoriferi industriali Simonit. «Ho guardato l’orologio ed erano le 16, stava passando il solito convoglio che fa la spola tra Trieste e Monfalcone - riferisce -. Io stavo raccogliendo i panni stesi ad asciugare e ho notato subito il fumo, così ho chiamato il 115, ma all’arrivo dei pompieri il fuoco stava già bruciando i pini e si autoalimentava sempre più, favorito dalla siccità e dalla resina stessa degli alberi». «Non è la prima volta - conclude - che mi capita di telefonare, anzi. Purtroppo quando ormai è intervenuto l’elicottero il fronte appariva già piuttosto esteso».

Brucia il Carso a Monfalcone, stop ai treni

Il vasto focolaio si è sviluppato nel Carso monfalconese all’altezza della Polveriera, a duecento metri da cima Toti. Un secondo incendio è esploso poco più in là, in direzione Trieste. Una colonna di fumo nero e grigio cenere, impressionante e imponente, si è stagliata al cielo per decine e decine di metri. Ben visibile anche dalla parte opposta della città, fino all’ospedale San Polo. Ci sono stati attimi di paura e apprensione. Per debellare il fuoco che bruciava il Carso attorno alle 17 è entrato in azione anche l’elicottero, per prelevare l’acqua dal vicino canale Locovaz. Non si possono contare gli innumerevoli passaggi del mezzo compiuti per aver ragione delle fiamme, sotto il ventaglio di flash degli automobilisti, che mettevano la freccia e accostavano sulla sr14, poco prima del Mercatone, per immortalare l’incendio col proprio telefonino. Anche questo uno specchio dei tempi.


Inevitabili i disagi alla circolazione ferroviaria, interrotta precauzionalmente da Trenitalia a partire dalle 16.15 nel tratto fra Monfalcone e il bivio di Aurisina. Nessun treno è rimasto fermo lungo la linea; due, invece, quelli stoppati in altrettante stazioni: appunto alla città dei cantieri e ad Aurisina. Riflessi si sono registrati anche sul traffico dei regionali. Alle 21 la normale circolazione è stata riattivata, dopo il nulla osta al ripristino del sedime elettrico dei vigili del fuoco, partiti alle 16.20 dal distaccamento e rientrati un’ora prima, a conclusione delle operazioni di bonifica.

L'incendio al Lisert, fiamme minacciose e tanto fumo


Un intervento delicato e complesso, quello operato dalla Forestale e dal 115, intervenuto con ogni mezzo, anche dalle vicine caserme. La siccità presente da giorni sul territorio non ha sicuramente giovato. Ma per fortuna le fiamme sono rimaste circoscritte al Carso, senza incombere sulla Sr 14, altrimenti sarebbe stata paralisi anche della circolazione urbana. Né hanno sfiorato le abitazioni. Come già il 26 agosto l’attrito tra le ruote del treno e l’acciaio dei binari potrebbe aver causato le scintille, innescando l’incendio. Gran spavento in via Romana, dove gli abitanti sono scesi in strada, temendo per le proprie case.
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