Duemila quintali di alghe, 150 di legname Oltre 20 mila euro per pulire la spiaggia

I costi per la git e le sperimentazioni per risparmiare 

GRADO

Alghe, legname, plastica, polistirolo e chi più ne ha più ne metta. Parliamo dei rifiuti che immancabilmente il mare deposita lungo gli arenili e che i concessionari (o il Comune per le parti di sua competenza) sono costretti a smaltire con spese non di poco conto.

Chi cura con particolare attenzione questo aspetto procedendo alla pulizia dell’arenile immediatamente dopo ogni mareggiata è la Git poiché l’amministratore unico, Alessandro Lovato, intende presentare, possibilmente anche durante i mesi più freddi una spiaggia il più possibile in ordine.

Il materiale raccolto viene ovviamente smaltito in base alle varie tipologie. Ecco così che non di rado si vedono ad esempio dei camion che caricano i tronchi e i rami di tanti alberi che il personale della Git ha accatastato appunto per lo smaltimento.

Per far capire quale sia la quantità di materiale spiaggiato che le mareggiate depositano, Lovato precisa che a dicembre, ad esempio, sono state raccolti quasi duemila quintali di alghe e 150 quintali di legname. «Il costo per lo smaltimento di dicembre – afferma l’amministratore unico di Git – è superiore ai 20 mila euro». Questi dati si riferiscono alla Git ma in maniera proporzionale anche tutti gli altri stabilimenti gradesi, da quelli della Costa Azzurra a quelli di Pineta, a quelli dei campeggi, hanno lo stesso identico problema.

A proposito di alghe da qualche anno il Comune opera in modo diverso: le alghe vengono raccolte e sistemate in appositi recinti durante i periodi di attività turistica per poi essere rimesse sugli arenili a protezione delle spiagge, per evitare cioè che l’erosione causata dal mare sia quantomeno inferiore.

Un’operazione simile, voleva farla sperimentalmente anche la Git, ma al momento non è ancora riuscita a risolvere delle questioni burocratico-urbanistiche locali. In poche parole la Git ha predisposto uno specifico progetto (c’è stata anche la collaborazione della Regione che ha garantito la possibilità di passaggio dei mezzi di raccolta attraverso il vialetto che corre lungo spiaggia) per poter accatastare le alghe nell’area delle inutilizzate vecchie sabbiature con la possibilità dell’ottenimento di due risultati. Uno è quello della sperimentazione di cui si è detto; in alternativa quella di un indubbio vantaggio economico. Dato che le alghe raccolte, come ha indicato l’Università di Udine, contengono per oltre l’85% sabbia e acqua, sarebbero state messe a essiccare alle vecchie sabbiature per poi essere smaltite. Il risparmio annuale su un totale complessivo di oltre 200 mila euro si potrebbe ridurre sicuramente del 75 per cento. —



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