E 1.200 aziende triestine sperano nelle semplificazioni per l’edilizia

Confartigianato calcola  un giro d’affari da 5 milioni  con ricadute su tutte le filiere del settore. Interessare case, alberghi e attività produttive



Case, alberghi, sedi di attività produttive: la legge 6/2019 (approvata in aprile dal Consiglio regionale) apre nuove opportunità di lavoro per le imprese artigiane grazie alla serie di semplificazioni in materia edilizia inserite nell’articolo 6.

Dario Bruni, presidente di Confartigianato Trieste, ha chiesto alle strutture associative una realistica proiezione di quanto la norma regionale potrebbe rappresentare in termini di lavoro e di volume finanziario: sono coinvolgibili 1200 aziende tra edili, serramentisti, impiantisti, falegnami, ascensoristi. Insomma, una buona fetta della filiera legata al mondo delle costruzioni avrebbe chance di entrare in campo.

Bruni azzarda anche una valutazione finanziaria: «Queste azioni di snellimento amministrativo hanno una loro efficacia, muovono il mercato: pensiamo a una ricaduta di 5 milioni di euro». Mentre in passato si sarebbe stato in presenza di un esclusivo effetto-casa - spiega ancora Bruni - il buon andamento del turismo rende interessanti le misure della 6/2019 anche per il mondo dell’ospitalità triestina.

Vediamo in cosa consistono in pratica queste semplificazioni. Tre gli ordini di ragionamenti: abitazioni, hotels, attività produttive. Partiamo dalla casa: la legge consente la possibilità, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, di ampliare gli edifici a uso residenziale-direzionale fino al 50% del volume o della superficie utile. La 6/2019 si applica a strutture esistenti o a progetti che siano stati approvati entro il 31 dicembre 2018. Sono esclusi dalle facilitazioni gli stabili a uso commerciale.

Secondo round dedicato agli alberghi. Tutte le strutture ricettive e gli edifici destinati alla ristorazione possono a loro volta venire ampliati fino al 60% del volume o della superficie coperta, anche in questo caso in deroga agli strumenti urbanistici esistenti. Deroga praticabile - spiegano gli uffici di Confartigianato - a patto che i fabbricati, interessati agli interventi, raggiungano la classe energetica A e gli alberghi raggiungano la classificazione “quattro stelle”. Esclusi dal computo della percentuale e della superficie gli ambiti dedicati al benessere delle persone (palestre, piscine, spa, ecc.).

Terza fattispecie mirata alle attività produttive. Riconosciuta la possibilità di ampliare - sempre in deroga agli strumenti urbanistici vigenti - le strutture destinate a produrre fino a un massimo di 5 mila metri quadrati di superficie lorda. Ampliamento che deve però essere approvato dal Consiglio comunale.

L’impatto di queste misure sarà illustrato oggi pomeriggio alle 18 durante un seminario organizzato a Udine nella sede confartigianale in via Puintat. Parleranno i consiglieri regionali Mauro Bordin e Lorenzo Tosolini, l’avvocato Fabrizio Luches funzionario dell’ufficio legislativo della Regione Fvg. —



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