E a Monfalcone vivono un brutto incubo

«La prima giornata degli scritti con il tema d’italiano sembrava una passeggiata. Oggi invece è stato un Calvario, un brutto incubo che non finiva mai». È un commento quasi unanime quello degli studenti dell’Isis “Einaudi-Marconi-Brignoli” di Staranzano, dell’Isis “Sandro Pertini” e del liceo “Buonarroti” di Monfalcone, che ieri hanno sostenuto la seconda prova scritta dell’esame di maturità utilizzando quasi tutte e sei le ore a disposizione per il compito.
Sono usciti dalle aule “alla spicciolata” solo attorno alle 14.30, cioé soltanto una ventina di minuti prima della scadenza del tempo disponibile. Preoccupazione già annunciata nelle previsioni della vigilia. Per i liceali del “Buonarroti” il compito di matematica è risultato “difficile e insidioso”, per il “linguistico” la prova d’inglese era impegnativa, lunga anche se tutto sommato fattibile. Amareggiati invece gli studenti dell’Isis “Einaudi-Marconi” di Staranzano, alle prese con progetti e calcoli nella prova di indirizzo tecnico ed elettronico e per quelli di ragioneria con l’Economia aziendale perché «a Roma – hanno evidenziato – non conoscono bene il programma di studio del nostro istituto per cui hanno inserito argomenti non alla nostra portata».
Anche gli allievi dell’Isis “Pertini” si sono trovati davanti a un muro nella prova tecnica di indirizzo «perché priva di simulazioni» durante l’anno scolastico. Una lamentela emersa anche dagli studenti del “Sociale” e del “Turistico” in quanto, durante l’anno, sostengono di aver avuto poco spazio per sviluppare alcuni argomenti che si sono trovati all’esame.
Valentina, Alice e Aurora del “Turistico”, infatti, per la prova d’inglese, hanno trovato il testo di comprensione “macchinoso” ma alla fine poi «è andato». Fra i quesiti bisognava preparare in base agli elementi a disposizione anche un itinerario per il tempo libero di un gruppo di persone che si trovava per affari a Londra. Era di difficile interpretazione il testo anche per Katia e Giorgia del liceo linguistico che alla fine hanno trovato la soluzione giusta. Tortuoso invece lo svolgimento per alcuni studenti del Marconi, come ha rilevato ad esempio lo studente di elettrotecnica Rocco, per il quale «sono state sei ore di agonia». O la difficoltà di Davide che nel tempo concesso ha svolto solo tre quarti degli esercizi. «Non sono riuscito a terminarlo. Spero che sia almeno giusto tutto quello che ho fatto».
Commenti incoraggianti invece sono arrivati da Jennifer dell’indirizzo Relazioni Internazionali che si è presentata all’esame con le stampelle a causa di un piede rotto. «È andata bene. Almeno lo spero».
Tre studenti della Logistica, Elia, Christian e Raoul hanno invece realizzato ognuno un progetto per il trasferimento di merce da Torino a Boston nel minor tempo e a prezzo contenuto, utilizzando come mezzi sia il trasposto su gomma, su nave o in aereo. Positiva anche la prova dell’elettronico David che ha costruito un sistema programmabile per un elevatore con sensori, completo di allarmi e strumenti per indicare le deformazioni della macchina.
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