È bufera politica sul rione Centro il Comune vuole stoppare l’elezione

Il rinnovo dei vertici del comitato rione centro, uno dei sei istituiti dal Comune di Monfalcone per favorire la partecipazione dei cittadini, diventa terreno di scontro. Al momento tra il presidente del comitato elettorale Giuliano Antonaci e l’ente locale.
Oggetto del contendere le candidature che non sono state accolte. In modo del tutto regolare per Antonaci, che nel 2016 sostenne la candidatura dell’attuale sindaco Anna Cisint con la lista Monfalcone responsabile, non venendo ricambiato da un incarico amministrativo. Gli uffici comunali sembrano invece pensarla in modo diverso. Alle spalle, comunque, un’anomalia non di poco conto: le ultime elezioni risalgono all’autunno del 2015 e il presidente uscente, Luciano Negri, è stato nominato dal direttivo nel febbraio 2017, dopo le dimissioni dalla carica di Giuliana Garimberti. Il direttivo e il presidente sono quindi rimasti in carica più a lungo del previsto e del dovuto, tenendo presente che il regolamento per la partecipazione popolare e la trasparenza dell’azione amministrativa, annesso allo Statuto comunale, lascia ampio spazio alle interpretazioni. Il regolamento indica solo che il presidente rimane in carica due anni, senza fornire indicazioni sull’individuazione del direttivo.
Di certo, comunque, Negri avrebbe dovuto lasciare la guida del rione a febbraio e pare sia questo il motivo per cui gli uffici comunali, che comunque si sono persi qualche scadenza lungo il cammino, abbiano chiesto di accelerare i termini della tornata elettorale da gennaio a prima di Natale. «Il direttivo mi ha indicato come presidente comitato elettorale, con due scrutatori – spiega dal canto suo Antonaci, già alla guida del rione –. Per me si vota regolarmente domani e domenica. Non si vota solo se il direttivo mi toglie l’incarico, ma a quel punto mi rivolgerei a un legale e scriverei a Procura e prefetto». Antonaci ricostruisce la vicenda delle mancate candidature, pare di area vicina all’amministrazione locale. «Lunedì scorso è venuta da me la presidente di Vivacentro Alessia Parisi annunciandomi la candidatura di alcune persone – afferma Antonaci –, ma poi non si è presentato nessuno, anche se ho aspettato anche oltre al limite consentito». Gli uffici comunali affermano invece di aver ricevuto «undici segnalazioni scritte e una richiesta di riesame in autotutela (inviata al Rione Centro) che evidenziano la documentata impossibilità di presentare la propria candidatura alle elezioni del consiglio di quartiere centro». I motivi dichiarati dagli esclusi, secondo il Comune, sono innanzitutto «il mancato utilizzo di mezzi adeguati di diffusione delle modalità di candidatura e di pubblicizzazione nelle forme atte a garantire l’effettiva possibilità di partecipazione all’elezione» e «l’assenza di dati essenziali per la regolarità della presentazione delle candidature».
Questi aspetti renderebbero «completamente inefficace l’azione intrapresa, perché in palese violazione del principio generale dell’accessibilità alle cariche di interesse pubblico». Le previste elezioni sarebbero di conseguenza «non legittime e non rispettose delle dovute procedure amministrative e regolamentari». Per gli uffici si rende perciò «necessario ripetere le operazioni connesse alle procedure di elezione del nuovo organismo con modalità chiare e trasparenti che consentano di rimediare al vulnus che si è determinato».
È quanto gli uffici hanno notificato al comitato, chiedendo in modo formale di ripetere le operazioni di raccolta delle candidature e il posticipo del voto al prossimo anno.
Sullo sfondo della vicenda, evidentemente, l’area politica di riferimento di molti dei candidati. —
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