Edilizia sociale a Opicina Pronto un chip da 3 milioni Alla Capon 7 case “respiro”

Il programma d’interventi destinati al polo dell’altipiano dedicato all’assistenza In arrivo gli alloggi ad alto turnover per aiutare le famiglie
Lasorte Trieste 18/07/16 - Opicina, casa Mario Capon
Lasorte Trieste 18/07/16 - Opicina, casa Mario Capon



Il Comune investe circa 3 milioni di euro, per rimettere in sesto una porzione di attempata edilizia sociale concentrata a Opicina, dove Casa Capon e sei palazzine Cad (centro di assistenza domiciliare) risalenti agli anni ’50 costituiscono un polo residenziale-assistenziale dedicato agli anziani e a persone in difficoltà.

Il punto è stato fatto ieri mattina dagli assessori Carlo Grilli (welfare) ed Elisa Lodi (lavori pubblici): già pronti 1,1 milioni su una delle palazzine Cad (come riferito nell’edizione di domenica) e 300 mila euro sull’ampliamento di Casa Capon, sono invece in arrivo 800 mila euro dalla Regione e 800 mila euro dall’Uti giuliana destinati a riqualificare altri due stabili Cad. Risultato finale 3 milioni, tre quarti dei quali di mittenza regionale.

Con un ulteriore obiettivo: completare nei prossimi anni il lifting degli altri tre edifici Cad, rinnovando un parco immobiliare che rinviene addirittura dall’Ente nazionale rimpatriati e profughi, da cui successivamente prese le strade del Comune e dell’Ater. Casa Capon, giusto per fare un po’ di storia del territorio, era stato un ospedale militare alleato, prima di diventare casa di riposo riservata alle donne e - nell’ultima versione - polo aggregativo per anziani.

Compendio Cad e Casa Capon sono vicini, tra via Sant’Isidoro e via san Biagio, nella zona di via Carsia: questa prossimità consente la configurazione di una sorta di “cittadella sociale”. “Cittadella sociale” - ha voluto chiarire Grilli - non di stretta competenza anzianile, perchè i locali di Casa Capon sono aperti anche ai nipoti accuditi dai nonni, che nella struttura comunale trascorrono un po’ di tempo in compagnia.

Il cronoprogramma, per realizzare i lavori a Casa Capon e alla prima palazzina Cad, è piuttosto stretto. Il secondo piano di casa Capon dovrà essere approntato entro il 31 dicembre 2020: saranno predisposti sette alloggi sociali, con una superficie media di 20 metri quadrati dotata di bagno, destinati a un’utenza definita «vulnerabile» dal dirigente comunale Luigi Leonardi. Anziani, disabili, donne in difficoltà rappresentano l’emergenza sociale di riferimento, che potrà fruire degli spazi al pianoterra, dove funzionano due sale, la cucina, gli uffici.

L’idea della civica amministrazione è di attivare un modulo detto “respiro”, che permette all’ospitato e alla sua famiglia di gestire periodi “in autonomia”. Un esempio: la famiglia decide di fare un viaggio e l’anziano trascorre 1-2 settimane a Casa Capon. Un modulo - ha insistito Grilli - «ad alto turn-over», quindi non collegato a formule di residenzialità.

A differenza di quanto accade nelle palazzine Cad. A proposito della prima del compendio a essere interessata a una radicale riqualificazione, le opere dovranno terminare entro il 31 maggio 2021: barriere architettoniche, efficientamento energetico, redistribuzione interna degli spazi. Al momento i sei stabili organizzano 84 alloggi in precarie condizioni manutentive ma Elisa Lodi ha annunciato che, in seguito alle ristrutturazioni, diventeranno 65 di qualità decisamente migliore. —



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