«Fabrizio era un uomo dall’animo gentile»

«Siamo gli amici di Fabrizio Facchettin e, attraverso le nostre parole, vogliamo raccontarvi una storia: la storia di Fabrizio, un uomo di 50 anni che amava il cinema, la Juventus e l’amatriciana. Fabrizio non era solo, c’eravamo noi e soprattutto c’era la sua famiglia e le grigliate del sabato con il fratello, la cognata e il nipotino. Non sappiamo cosa sia successo quella maledetta mattina, ma sappiamo che noi a Fabrizio volevamo, anzi, vogliamo bene e desideriamo farvelo conoscere».
Gli amici di Fabrizio sono Alessandro, Beatrice, Dario, Fiorella, Gianluca, Natalie, Donatella, Marco, Mariagrazia, Matteo. E vogliono ricordarlo così. «Aveva gli occhi azzurri che si illuminavano quando sorrideva. Amava parlare di storia, scienze e di computer (a quanti di noi ha insegnato l’uso del pc o semplicemente dello smartphone). Era una persona gentile, di una gentilezza d’altri tempi: ti versava l’acqua, ti apriva la porta, mai una parola fuori posto. È vero, a volte stava anche male, ma quando questo accadeva chiedeva aiuto: il Centro di salute mentale era per lui un porto sicuro. Tutti questi dubbi su Fabrizio, tutte queste congetture ci hanno fatto molto male, come hanno fatto male alla sua famiglia e come hanno fatto male a Fabrizio stesso che non può replicare. Non si sa cosa sia successo, le indagini ce lo diranno e quindi fino ad allora auspichiamo un rispettoso silenzio per tutte le tre le vittime».
«Era un bravo cuoco e una persona eccezionale. Dopo ciò che è accaduto, ci sono rimasto male. Caro Fabrizio ci manchi e rimarrai sempre nel nostro cuore», sottolinea Alessandro. «Fabrizio era una persona speciale. Gli piaceva la musica, cucinava bene e si impegnava molto. Raccontava sempre belle cose, si confidava, era gentile», fa eco Natalie. «Al caro amico Fabrizio: ti ricorderemo per sempre. Sei stato sempre buono e gentile», il ricordo di Gianluca. «Nella vita a tutti piacciono le cose dolci e belle e Fabrizio non mancava di queste qualità. Dobbiamo diventare una società solida dove si può contare gli uni sugli altri», sottolinea Dario.
Questi - fanno sapere gli amici che si sono rivolti alla redazione - sono alcuni pensieri che «ci sono nati spontanei pensando a lui: un uomo dai molti interessi e dall’animo gentile. Fabrizio era un uomo come tanti altri con qualità e difetti, che cercava di vivere al meglio e felice».
Infine, hanno scritto una poesia. A lui dedicata. «Mi piace immaginare che alle porte del cielo c’era il tuo amico ad aspettarti e che adesso siete in qualche ristorante dove finalmente non c’è nulla da pagare. Immagino le vostre risate e la leggerezza serena di una canzone ascoltata senza bisogno di cuffiette. Non voltatevi indietro. Qui non c’è nulla di tutto questo. Servono a noi le cuffiette. Per non sentire più le critiche della gente. Buon viaggio». —
Fra.Fa.
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