Fascino dimenticato e marciapiedi rotti: via Morelli chiede attenzione e rispetto

La strada è centrale ma i commercianti si sentono trascurati Oltre ad un restyling c’è chi chiede la pedonalizzazione
Bumbaca Gorizia 13-03-21 Via Morelli © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 13-03-21 Via Morelli © Foto Pierluigi Bumbaca

Alex Pessotto

Se la gastronomia “Gorizia tal scartozo” tra mille speranze ha riaperto da poco, altre attività di via Morelli attendono un futuro più roseo: il Covid ha amplificato il disagio ormai antico di una strada, a sentirne i commercianti, non adeguatamente tenuta in considerazione, nonostante la posizione centralissima e un fascino ancora presente. «Avere una via maggiormente valorizzata farebbe bene a noi commercianti e a tutta la città – dicono alla trattoria “da Gianni” –. I marciapiedi, il porfido e quell’area all’inizio della via che si parlava di adibire a posteggio o a parco non fanno certo onore a Gorizia. Vedere poi piazza Vittoria, via Crispi, via Garibaldi e via Rastello (che pure non ha molte attività commerciali) in condizioni decisamente migliori ci fa davvero riflettere ma, dall’altra parte, ci fa sentire trascurati. Davanti la nostra trattoria, per esempio, il marciapiede è proprio sconnesso e, come tale, in una via che non ha un’illuminazione adeguata, persino pericoloso. Anche quando avevamo, in tempi pre Covid, clienti dal Veneto, erano in molti a dirci che via Morelli meriterebbe un’opportuna valorizzazione».

La stessa amarezza la prova all’angolo con via Crispi Massimo Pessotto, titolare del bar Commercio: «È una via decisamente trascurata – afferma, senza mezzi termini –. In occasione degli eventi, non è stata mai adeguatamente coinvolta. Pur essendo a pochi metri dal Corso, via Morelli non rientra in un programma di valorizzazione che sarebbe assolutamente necessario. Di via Rastello e di via Garibaldi non posso dire lo stesso. Il risultato è che le attività commerciali ormai sono davvero poche. Inoltre, se prima dell’avvento del Covid di gente non se ne vedeva molta, ora ce n’è ancora meno. Va poi aggiunta la situazione degli uffici che, lavorando in smart, contribuiscono al minor afflusso di clienti e a far sì che i tempi non siano dei migliori».

Gli fanno eco dal RebeKin. «Ritengo la situazione di via Morelli uguale a quella del resto della città: insomma, c’è poco da star allegri – afferma Aurelio Urbano, il cuoco del locale –. Già prima del Covid mi domandavo perché sia l’unica via del centro a non venire riqualificata a dovere, con marciapiedi e porfido davvero messi male, per non parlare di quell’area che ospitava il rudere del fallimento Manganelli. A essere dimenticata, però, è solo la parte che da via Oberdan arriva a via Crispi, mentre quella da via Crispi a via Garibaldi la trovo valorizzata. In ogni caso, una pedonalizzazione di tutta la via la reputo opportuna. Noi, in poco più di tre anni d’apertura abbiamo ottenuto buoni riscontri, ma la pandemia, che ci ha costretto a effettuare servizi per asporto e consegne a domicilio, ci permette solo di sopravvivere, non di vivere».

Non si occupa di ammannire tramezzini o polpette, di preparare ljubljanske o tagliatelle ai porcini, ma Sandro Presacco, titolare dell’Ottica Goriziana, su via Morelli ha un’opinione in linea con quella degli altri commercianti. «Ormai è una via dimenticata, lasciata a se stessa – dice –. I problemi sono quelli di sempre e penso che sia il parere di tutti gli esercenti della via. Per fortuna, il mio settore è uno dei meno penalizzati dalle conseguenze del Covid, ma c’è sicuramente meno gente, specie tra gli anziani, che passeggia e che si muove. Ciò, naturalmente, si riflette anche nella mia attività». Mal comune. —

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