Feleppa: «Troppa burocrazia la Maratonina è a rischio»

La Maratonina transfrontaliera “Città di Gorizia” è a rischio. Appena lasciata alle spalle la 40° edizione, il Gruppo Marciatori Gorizia guarda già al futuro, e lo fa lanciando un preoccupato grido d’allarme: la manifestazione più importante del capoluogo, che ogni anno porta un migliaio di persone al via, rischia seriamente di subire un grosso ridimensionamento in futuro, se non addirittura di scomparire. Colpa di leggi, burocrazia, costi.
Il problema è quello già emerso più volte nel recente passato a proposito delle sagre paesane: a tenerle in vita e gestirle sono sodalizi e volontari, non realtà profondamente strutturate e ricche di risorse, e così le crescenti incombenze burocratiche e gli esborsi necessari a soddisfare tutte le normative in fatto di sicurezza rappresentano un ostacolo a tratti insormontabile.
«Sembra si faccia di tutto per rendere più difficili le cose a chi invece lavora per offrire qualcosa di bello e importante alla collettività. – dice il presidente del Gruppo Marciatori Gorizia Emiliano Feleppa –. E il mio sfogo, sia chiaro, non è indirizzato alle amministrazioni locali, visto che per esempio il Comune di Gorizia e la Regione ci hanno sostenuto al meglio. Piuttosto il problema sono le leggi dello Stato, la burocrazia e le scelte delle federazioni».
A Gorizia la società è abituata ad arrangiarsi in economia. Tanto per fare un esempio la Maratonina transfrontaliera costa tra i 40 e i 50 mila euro, quando eventi analoghi e non necessariamente molto più partecipati in altre località della regione e d’Italia hanno un budget attorno ai 200 mila euro. «Non è però possibile che una società dilettantistica come la nostra debba spendere migliaia di euro per la sicurezza, o che debba coprire con assicurazione persino i volontari che ci vengono a dare una mano – dice Feleppa –. E ancora ci sono le tasse da pagare alla Federazione, che poi impone a tutti i partecipanti il tesseramento obbligatorio. Logico che le presenze calino e in molti preferiscano correre ad esempio in Slovenia». Quest’anno poi, racconta ancora Feleppa, i volontari della maratonina (150 in totale) hanno dovuto affrontare dei corsi di formazione per poter prestare il loro servizio. Un impegno che si è aggiunto a quello del weekend di gara. «Anche per questo ringrazio una volta di più tutte le associazioni che ci hanno dato una mano, ma di questo passo si scoraggerà chiunque a mettersi a disposizione – si sfoga il presidente –. Senza contare che poi fa male doversi confrontare ogni anno a Gorizia con le lamentele e le proteste di molti residenti e di qualche esercente per poche ore di strade chiuse o di piccoli disagi». Ecco perché il GmG chiede di aprire quanto prima un confronto con Comune e istituzioni per non dover dire addio alla Maratonina. –
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