Fiera del lavoro a Pola tante le offerte in ballo ma nessuno si fa avanti
POLA. Si è rivelata un flop la Fiera del lavoro promossa dall’amministrazione municipale di Pola e dalla Camera di commercio regionale con l’intento di dare un’opportunità soprattutto ai 1200 operai di Scoglio Olivi rimasti a casa dopo l’avvio della procedura fallimentare nello stabilimento decretata dal giudice. Ebbene, le ditte e società alla ricerca di manodopera e personale presenti alla fiera erano una quarantina: all’incirca una decina le persone appena che cercavano lavoro.
L’azienda di trasporti autobus Brioni era alla ricerca di 15 autisti e pensava che avrebbe avuto fortuna presentandosi direttamente alla fiera, dopo l’insuccesso dei concorsi pubblici. Ma nonostante il discreto stipendio non si è fatto avanti nessuno: l’azienda dovrà ricorrere a conducenti ingaggiati dalla Bosnia-Erzegovina e dalla Serbia, ai quali offrirà alloggio e la copertura delle spese di regia. Solo qualche domanda di informazioni ma nulla di concreto allo stand del ministero degli Interni, ogni anno alla ricerca di giovani interessati ad iscriversi all’Accademia di polizia. Ancora una volta ha trovato conferma la scarsa disponibilità degli istriani a entrare nelle file delle forze dell’ordine, mentre ogni anno c'è bisogno di 750 nuovi agenti in tutto il Paese. Stessa situazione allo stand dell’Ospedale, alla ricerca disperata soprattutto di infermieri: al momento ne servirebbero almeno una settantina, ai concorsi per le assunzioni di solito arrivano non più di due o tre domande. E avrà problemi a completare l’organico anche il nuovo punto di ristorazione Mc Donald’s che sta per aprire i battenti a Parenzo.
Dal canto suo il segretario della Camera degli artigiani della penisola Eros Sorić richiama l’attenzione sulle limitate possibilità di sviluppo del settore proprio causa la mancanza di manodopera. «Dopo la scuola dell’obbligo - spiega - i ragazzi si iscrivono in numero sempre minore agli istituti triennali per i mestieri di muratore, carpentiere, macellaio e metalmeccanico. Sicuramente non sono coscienti che proprio con il lavoro artigianale potranno garantire un’esistenza dignitosa alle loro famiglie piuttosto che con altre professioni dai nomi altisonanti». —
P.R.
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