Fiume, parte la caccia ai fondi europei per potenziare il porto

Il più costoso progetto croato da candidare ai fondi europei è a oggi la costruzione di ulteriori 280 metri di banchina operativa da aggiungere ai 400 del quasi pronto terminal contenitori di Riva Zagabria a Fiume, costruito da un consorzio italiano. A oggi, ha confermato il ministro croato del Mare, Trasporti e Infrastrutture Oleg Butković, si stanno perfezionando i documenti per la richiesta da inviare a Bruxelles. È previsto in poco più di 80 milioni di euro l’investimento per gli ulteriori 280 metri di banchina: la struttura, che avrà un pescaggio di 20 metri, dovrebbe venire inaugurata entro il 2025 e potenzierebbe ulteriormente la portualità di Fiume.
La realizzazione di questa seconda fase, ha rilevato Butković, dovrebbe essere affidata al futuro concessionario di Riva Zagabria, per il quale è in corso la gara internazionale. In base a fonti ufficiose, non confermate dall’Autorità portuale di Fiume né dal ministero, alla gara sarebbero arrivate sette proposte, tutte da parte di nomi di spicco a livello internazionale nella movimentazione di contenitori. E fra le sette ce ne sarebbe una cinese, sottoscritta da due giganti: il più grande emporio portuale al mondo, quello di Ningbo-Zhoushan, e la China Road and Bridge Corporation. Quest’ultimo è il gruppo impegnato al momento nella costruzione del ponte di Sabbioncello in Dalmazia (un appalto da oltre 270 milioni di euro), mentre lo scalo di Ningbo–Zhoushan nel 2018 ha visto superare - unico al mondo - la soglia del miliardo di tonnellate di merci in arrivo e in partenza. Quanto agli altri offerenti, si fanno i nomi di Apm Terminals (controllato da Ap Moller Maersk), Dubai Ports World, Terminal links, Ictsi, Portek e Yilport. L'Ictsi, capitale filippino, detiene la maggioranza dell'unico scalo container oggi operativo a Fiume, quello in Brajdica.
Nell’ultima decina di anni, per il rilancio e la modernizzazione del porto di Fiume Zagabria ha erogato oltre 130 milioni di euro. Malgrado gli investimenti – a eccezione del comparto contenitori – lo scalo fiumano stenta però a decollare e a avvicinarsi alle realtà di Capodistria e Trieste. Butković intanto ha confermato che di qui al 2030 gli investimenti supereranno i 2,6 miliardi di euro: risorse con cui realizzare la ferrovia pianeggiante Fiume – Zagabria – Botovo, al confine con l'Ungheria, e il parziale trasferimento delle strutture portuali fiumane sull'isola di Veglia: progetti strategici per la Croazia. «Oltre a quelli per Fiume - così il ministro – sono in ballo altri 268 milioni di euro di investimenti mirati a migliorare le infrastrutture portuali lungo le coste croate, l’operazione più rilevante dai tempi dell’Impero austroungarico per la quale il supporto europeo sarà di 129 milioni di euro». —
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