Fiume, resta al palo l’ammodernamento della raffineria Ina
Resta in alto mare il progetto di modernizzazione della Raffineria fiumana dell'Ina a Urinj, un paio di chilometri a Est del capoluogo quarnerino. I lavori sono stati ancora una volta rinviati: la decisione, secondo la compagnia petrolifera croato–ungherese, sarà presa soltanto il prossimo anno.
Nel 2019 verrà dunque fissata la data d'inizio della realizzazione dell'ambizioso progetto che a questo punto potrebbe partire l'anno successivo o forse anche più tardi. Quando una decina d'anni fa, la magiara Mol mostrò interesse alla privatizzazione dell'Ina, le fu risposto dal governo croato che una delle condizioni per la compravendita era quella di modernizzare lo stabilimento di Urinj, punto accettato dagli ungheresi, ma mai attuato. Da allora gli incidenti ecologici non sono mancati, causati da impianti pluridecennali, con danni che hanno riguardato maggiormente l'ambiente costiero e il mare. Circa un anno e mezzo, l'allora direttore generale dell'Ina, l’ungherese Zoltan Aldott (da alcuni mesi non più in carica) ebbe a dire che la modernizzazione delle strutture sarebbe partita alla fine del 2017, poi rettificò il tiro parlando della seconda metà di quest'anno. Alla fine del 2018 si è ancora su un binario morto, con i macchinari che saranno sottoposti a partire dal prossimo primo gennaio a ordinari lavori di revisione. Comprenderanno lo smontaggio e la pulizia degli impianti, come pure la sostituzione di parti ormai usurate. L'operazione dovrebbe durare 5-6 mesi, periodo in cui la produzione di derivati petroliferi dovrebbe venire assunta dalla raffineria di Šišak, che la Mol (proprietaria di maggioranza dell'Ina) sembra avere intenzione di chiudere completamente, facendo restare in vita la sola Urinj.
Intanto nella raffineria fiumana prosegue il procedimento teso alla realizzazione dell'impianto propano-propilene Splitter, che permetterà allo stabilimento di Urinj di produrre propilene d'alta qualità, da destinare all'industria petrolchimica. —
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