Fondi alle realtà del no-profit In aula a Ronchi un doppio Pd

. È un Pd spaccato quello uscito dalla votazione sulla proposta di Sara Bragato di modificare il regolamento comunale dei rapporti con le organizzazioni no profit. Una mozione bocciata dalla maggioranza al consiglio comunale di Ronchi dei Legionari, sostenuta dalla stessa Bragato, dal collega di partito Masarà e dai pentastellati Deiuri e Casasola e sulla quale si sono astenuti i dem Laurenti, Cumin e Masotti.
È ormai evidente che, all’interno dei Democratici ronchesi ci siano due anime e che si stia aprendo un asse tra alcuni esponenti ed il Movimento 5 Stelle. È stata proprio Sara Bragato ad aprire le danze, illustrando i temi di una mozione che, in particolare, guarda ad un sistema del tutto nuovo di corrispondere contributi alle associazioni. Con l’assegnazione dei contributi basata sulla predeterminazione di una griglia valutativa, da cui deriva l’assegnazione di un punteggio ad ogni istanza presentata, che corrisponda, poi, ad una specifica fascia dell’ammontare del contributo assegnato o ad una percentuale del fondo complessivo a disposizione. Ma che guardi, anche, al principio della non discriminazione attraverso l’inserimento di disabili, integrazioni di bambini e ragazzi immigrati ed il sostegno agli anziani.
L’assessore allo sport, Marta Bonessi, ha risposto mettendo in risalto come sia già attivo un gruppo di lavoro che, però, dovrà fare i conti con le normative nazionali ancora in fase di nuova definizione. Il colpo di scena con le parole di Monica Laurenti, la quale ha parlato di criteri eccessivi, ma anche di evidenti implicazioni giuridiche da non sottovalutare. Fabrizio Bertini (Idee in Comune) ha sottolineato l’esigenza di un confronto con le associazioni, mentre duro è stato l’affondo di Gianluca Masotti.
«La mozione – ha detto l’esponente Dem – propone criteri di assegnazione dei contributi non totalmente pertinenti e accettabili. Il requisito dell’iscrizione da almeno cinque anni all’albo del non profit, ad esempio, può punire iniquamente le iniziative virtuose e meritevoli dei sodalizi di più recente registrazione. Altri principi di pari opportunità, inoltre, appaiono in astratto condivisibili, ma calati ideologicamente dall’alto senza il necessario percorso di verifica e ascolto di tutto il tessuto associazionistico al fine di prevenire al massimo le possibili penalizzazioni. Cecché ne dicano i Cinque Stelle, critici verso la nostra astensione, le norme a eccessiva impronta idealista si adattano sempre con fatica alla concreta realtà delle cose, soprattutto quando derivano dall’inaccettabile supposizione, tanto cara al loro movimento, che la politica sia tendenzialmente corrotta e a un gruppo di eletti più etici degli altri spetti il compito di purificarla»,
Se, ancora, Giovanni Del Prete (Insieme per Ronchi) ha messo in evidenza la necessità di rispettare il valore ludico della pratica sportiva dei bambini, Lorena Casasola e Denis Deiuri (Movimento 5 Stelle) hanno messo in risalto la necessità di una maggiore trasparenza nella corresponsione dei contributi, richiamandosi anche alle raccomandazioni dell’autorità nazionale anticorruzzione. Un aspetto che ha visto favorevole anche l’ex candidato sindaco del Pd, Enrico Masarà.Un asse che potrebbe portare a clamorose novità nella prossima campagna elettorale per le comunali del 2021. —
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