Gatta malata di tumore crivellata da pallini di piombo

Nella civile Bisiacaria, dove gli abbandoni di animali sono davvero pochi, c’è però ancora qualcuno che si rende protagonista di atti di crudeltà nei confronti dei quattro zampe. Come una gatta nera di tre anni, ospite della colonia felina di Dobbia, situata in un grande cortile in mezzo ad alcune ville e vicino a dei campi, che i volontari dell’associazione La Cuccia a metà maggio hanno dovuto portare dal veterinario.
Il motivo una forma tumorale che necessitava cure urgenti, ma la radiografia cui il veterinario l’ha sottoposta prima dell’intervento per escludere metastasi polmonari ha fatto scoprire che la gatta era stata colpita con dei pallini di piombo.
Uno localizzato all’altezza del garrese, sottocutaneo, è stato rimosso, mentre l’altro si è dovuto lasciarlo dov’era: a livello della zona della colonna vertebrale. «Non sappiamo quindi quando la gatta, sterilizzata dal 2017, possa essere stata colpita, ma quello che è certo è che le è stato sparato da vicino con un’arma a pallini di piombo – spiega la presidente de La Cuccia, Laura Grassi – e, quindi, con l’intenzione di fare del male. È un fatto grave, che desta preoccupazione e non solo per la salute degli animali, francamente». L’associazione dal canto suo è intenzionata a sporgere denuncia ai carabinieri, ricordando che «i gesti di violenza e crudeltà nei confronti degli animali sono severamente puniti dal Codice penale» .
È prevista la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da 5 mila a 30 mila euro. La gatta colpita dai pallini e sottoposta a intervento anche per la patologia tumorale, dopo un periodo di convalescenza nelle strutture de La Cuccia, ora comunque sta meglio ed è rientrata nella colonia felina, che accoglie in totale quattro femmine e due maschi, tutti sterilizzati.
Dopo l’allarme lanciato a marzo, non ci sono state più sparizioni di gatti dalla colonia felina di via delle Giarate-Strada provinciale 2 a San Canzian d’Isonzo. Anche a fronte delle ferite riportare da uno dei mici l’associazione ha supposto che in quel caso le scomparse fossero imputabili all’aggressione di cani
La Cuccia nasce nel 1987 per opera di Adelchi Pelaschier assieme a un piccolo gruppo di persone del Monfalconese, che desiderose di aiutare gli animali abbandonati o comunque in difficoltà, hanno deciso di collaborare tra loro. È un rifugio che accoglie cani e gatti abbandonati. Opera dal 1986 nel territorio locale, nella provincia di Gorizia e comuni limitrofi. La gestione dell’associazione è di competenza del Consiglio direttivo che viene eletto ogni due anni dall’Assemblea dei soci. —
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