Gestione della Cona aperto il bando europeo per esperti di cavalli

Tra i requisiti richiesti quello di aver maturato esperienza nel campo dell’attività equestre e in particolare riferimento ai disabili

STARANZANO

«Ci saremo anche noi nella gara della gestione della Riserva naturale Foce dell’Isonzo». Lo conferma la cooperativa Rogos che coordina già le Riserve dei laghi di Doberdò e di Pietrarossa, della valle Cavanata e dal 2017 anche il centro visite della Val Rosandra. L’ente gestore della Riserva regionale della Foce Isonzo-Isola della Cona composto dai Comuni di Staranzano (capofila), Fiumicello, San Canzian e Grado, ha deliberato il bando di gara europeo per la concessione del servizio. Il documento prevede l’affidamento quinquennale a un unico soggetto per quanto riguarda i servizi commerciali, manutentivi, ricettivi, turistici, didattici, legati alla gestione della Riserva, tranne quelli di carattere scientifico connessi alla Stazione Biologica dell’Isola della Cona. Attualmente la gestione materiale dell’area protetta è affidata alla cooperativa Rogos con sede a Doberdò del Lago. «Siamo pronti per partecipare anche questa volta alla gestione della riserva naturale – ribadisce la Cooperativa – anche perché abbiamo avviato un programma di lavoro cominciato dal 2012 e vogliamo portarlo avanti migliorie acquisite con l’esperienza». Nel capitolato della gara riveste particolare importanza la cura dei cavalli Camargue, una delle attrazioni più importanti della Riserva ora curati dalla domatrice Letizia Kozlan sia quelli già addestrati (utilizzati per le escursioni a cavallo) che del branco allo stato brado. Per garantire un’ampia offerta di tipo commerciale in grado di intercettare le diverse fasce di età, tipologie di utenti gradi di preparazione all’attività equestre, i «nuovi arrivati» devono quindi dimostrare di avere esperienza e titoli sia per pony games, per l’equitazione ricreativa per disabili e interventi di soccorso con recupero da luoghi di difficile accesso delle zone paludose. Nella convenzione, inoltre, figura anche la manutenzione della sentieristica, delle strutture per i visitatori e gli interventi sulla vegetazione vanno effettuati rispettando gli elementi legati alla conservazione della biodiversità delle specie. Questa volta nella gara è stato stralciato l’utilizzo dell’impianto a biomasse per la sua scarsa Funzionalità in quanto risulta fermo da almeno 5 anni e quindi non si conosce il suo reale stato di funzionamento. Inoltre gli spazi esistenti sono dedicati alla fruizione e non possono essere utilizzati allo stoccaggio del cippato raccolto in zona per l’impatto visivo e acustico e per la quantità di materia prima disponibile in loco risulta inadeguata per il normale funzionamento dell’impianto. La Riserva, aperta tutto l’anno, nel 2017 ha avuto 18 mila visitatori paganti ed è considerata d’interesse internazionale per numerosi ambienti e per le specie animali e vegetali che ospita. —





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