«Giù le mani da Ortopedia»

Mettere in sicurezza un reparto di eccellenza qual è quello di Ortopedia, alle prese con le ferie del personale durante il periodo estivo. Il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, teme...

Mettere in sicurezza un reparto di eccellenza qual è quello di Ortopedia, alle prese con le ferie del personale durante il periodo estivo. Il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, teme peraltro che possa partire da qui il depotenziamento del San Polo. Moretti torna inoltre sull’ipotizzata eliminazione del servizio di guardia medica notturna del reparto di Medicina, ribadendo l’attenzione verso «una minore sicurezza per i pazienti». Il consigliere regionale quindi lo esprime con forza ancora una volta: «L’auspicio è che non si arrivi a questa scelta: mentre c’è chi, a livello politico, si ostina a difendere l’indifendibile (Punti Nascita con meno di 280 parti l’anno, tanto per fare un esempio) o a volere a tutti i costi servizi che poi si sostanziano comunque fuori sede (vedi la trombolisi che, una volta applicata, dovrà vedere il paziente essere trasferito a Udine o Trieste), ci si dimentica dei problemi veri, quelli di assicurare cure appropriate e complete dentro e fuori l’ospedale, attraverso il potenziamento dei servizi territoriali, che è uno dei punti qualificanti della Riforma sanitaria presentata qualche settimana fa dall’assessore Telesca».

Moretti premette: «In diverse occasioni, il direttore generale dell’Ass Isontina, Cortiula, ha evidenziato come vi siano reparti a Monfalcone e Gorizia che hanno “numeri” (intesi come quantità, qualità e sicurezza degli interventi e attrattività da territori extra-Azienda), senza aver nulla da invidiare agli stessi ospedali di riferimento regionale come Udine e Trieste, rappresentando delle eccellenze a livello regionale». Una di queste eccellenze, dice Moretti, è rappresentata dal team di medici e infermieri dell’Ortopedia di San Polo, diretta dal dottor Vincenzo Alecci: «Con quasi 2mila interventi l’anno, il reparto si colloca tra i punti di riferimento regionale, in maniera specifica per l’intervento di sostituzione parziale e totale dell’anca con una particolare tecnica chirurgico/ortopedica, attuata a Monfalcone e in pochissime altre parti d’Italia ed Europa, per i quali i tempi di attesa, proprio per questi motivi, sono di circa 7 mesi». Da qui, dunque, la preoccupazione legata agli organici: «Credo sia profondamente sbagliato ridimensionare il numero di interventi previsti a San Polo - osserva il consigliere regionale - per il periodo da giugno ad agosto: se da un lato si capiscono le ragioni organizzative (possibilità di utilizzo delle ferie da parte del personale infermieristico), dall’altro non vorrei che si iniziasse da questo passaggio per depotenziare l’ospedale di San Polo. Perché non prevedere in alternativa e temporaneamente un minimo di collaborazione tra le equipe dei due ospedali (considerato che a Gorizia il numero di interventi è notevolmente inferiore), in termini di mobilità interaziendale per il personale medico e infermieristico?». Quanto alla guardia medica notturna internista in Medicina di Monfalcone, per la quale il dottor Cortiula ha assicurato che nulla è ancora deciso, Moretti argomenta: «Continuo a mantenere le perplessità di fondo rispetto al possibile venir meno della sicurezza per il paziente».

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