Gorizia, la corsa per finire Villa Louise nel 2025

Nelle intenzioni dovrebbe diventerà una sede per start-up del settore culturale. Un secondo lotto da 3,4 milioni con l’incognita affreschi.

Alex Pessotto
La splendida dimora di Villa Louise che dovrebbe essere restituita alla città entro il 2025 Foto Roberto Marega
La splendida dimora di Villa Louise che dovrebbe essere restituita alla città entro il 2025 Foto Roberto Marega

GORIZIA Il 2025 bussa alla porta anche dello storico patrimonio immobiliare di Gorizia. È lungo l’elenco dei palazzi da recuperare.

Ad esempio, a che punto è quello di Villa Louise? Sono in molti a chiederselo, passando davanti alla storica dimora e non vedendo alcun lavoro in corso. Niente paura, comunque. Almeno a sentire l’architetto Alberto Clocchiatti, il professionista dell’Ater di Udine che si sta occupando dell’intervento di restauro. «La speranza è che l’edificio venga riconsegnato alla cittadinanza nel 2025, a meno che non emergano nuovi ritrovamenti di particolare valore storico-artistico» riferisce Clocchiatti.

Non sarebbe una novità. Di ritrovamenti, infatti, già ce ne sono stati a evidenziare la presenza di affreschi di pregio. Ciò aveva causato un inevitabile ritardo nelle operazioni finanziate dalla Regione con 5 milioni, quando assessore alla Cultura era ancora Gianni Torrenti e Debora Serracchiani presidente della giunta. Il primo lotto di lavori, comunque, è già da tempo terminato. Ha riguardato la copertura del corpo centrale e la messa in sicurezza dell’edificio.

In tutto, i lotti previsti sono tre. Il secondo è quello più consistente: la gara d’appalto, al ribasso, si aggirerà sui 3,4 milioni di euro. Prevede interventi al corpo centrale e alle barchesse, oltre agli esterni. Verrà poi sistemato il cortile compreso il pozzo e sarà rifatto il nuovo impianto fognario assieme agli altri allacciamenti. Infine, il terzo lotto riguarderà illuminazione, finiture interne e altre sistemazioni ancora. Di ritardi sulla tabella di marcia, comunque, ce ne sono. Il secondo lotto, infatti, avrebbe già dovuto partire nel 2021.

L’Ater di Udine non nega qualche intoppo. In ogni caso, non sta con le mani in mano. A quanto afferma Clocchiatti, continua nel preparare la gara d’appalto. «Il ritrovamento degli affreschi si è verificato proprio durante la preparazione del secondo lotto e ci ha costretto a rivedere il progetto originario, anche perché, per andare avanti, abbiamo dovuto chiedere le necessarie autorizzazioni alla Soprintendenza di riferimento, che tutela lo storico edificio – afferma il coordinatore dei lavori –. Vanno poi evidenziati altri problemi che non si potevano certo prevedere all’inizio delle operazioni: mi riferisco, nello specifico, all’aumento dei prezzi delle materie edili e al blocco di ogni attività che si è verificato a seguito della pandemia.

Non dimentichiamoci infine le criticità che presenta ogni gara d’appalto, contestuali al sistema burocratico italiano particolarmente difficoltoso da affrontare, come sa bene chi appartiene al nostro settore».

D’accordo, tutto chiaro, ma quando partirà il secondo lotto di lavori? «Quanto prima» fa sapere Clocchiatti, preferendo non sbilanciarsi su una tempistica precisa, per evitare di alimentare false speranze.

La destinazione d’uso dell’edificio rimane però immutata: al termine del suo restauro, villa Louise diventerà una sede per start-up del settore culturale, secondo il futuro che Torrenti aveva già individuato per l’immobile. L’impianto edilizio di Villa Louise, come ora lo vediamo, è di fine Seicento. Poi, tuttavia, l’edificio ha subito diverse riforme stilistiche. L’intervento dell’Ater sarà di tipo conservativo e di conseguenza non stravolgerà la Villa

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