I ciclisti rincarano la dose: si pensa solo a auto e posteggi

Il Pd contro la giunta comunale: «Penalizzato chi si muove in bicicletta». Traini  punta il dito sulle ciclabili «non a norma» mentre Maraz è più vicino al sindaco
Bumbaca Gorizia 15_05_2017 Kulturni Dom, confronto candidati sindaci, Giancarlo Maraz © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 15_05_2017 Kulturni Dom, confronto candidati sindaci, Giancarlo Maraz © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

«In tutte le città medio-piccole si privilegia la ciclabilità. A Gorizia accade il contrario. La corsia preferenziale, qui, ce l’hanno le auto e i mezzi che inquinano. Prova ne sia la ricerca spasmodica di aree da adibire a parcheggio».

La rivolta del “popolo delle bici” trova immediata eco anche nel mondo politico. A tuonare sono gli esponenti di opposizione. A iniziare da Marco Rossi, capogruppo del Partito democratico in Consiglio.

«I ciclisti non se li fila nessuno. E dire che tutto il progetto di rifacimento di corso Italia si basava sul miglioramento anche della mobilità ciclabile. Invece, oggi ci accorgiamo che l’amministrazione comunale ha messo in naftalina la realizzazione delle piste ciclabili. Prima, si sapeva che dovevano essere realizzate lungo i controviali. Oggi, tutto è in stand by. Non è stata presa alcuna decisione relativamente ai percorsi dedicati alle bici, tutto è finito nel limbo».

Rossi si concede anche una battuta. «Questa giunta è anche incoerente e si rende protagonista di scelte che sono sempre conservative e mai innovative. Manca soltanto che domani mattina - ironizza il capogruppo Pd - il sindaco Ziberna si svegli e annunci che l’isola pedonale di corso Verdi viene smantellata per farci passare le auto».

Non meno tenero Emanuele Traini, capogruppo della lista civica portelliana “Gorizie”. Parte subito all’attacco, a testa bassa. «Ci vuole coraggio da parte del sindaco ad annunciare “tolleranza zero” nei confronti dei ciclisti quando - sottolinea l’esponente di opposizione - la maggior parte dei problemi da lui evidenziati è stata causata dall’inerzia delle amministrazioni, compresa la sua, che non sono state capaci di varare un Piano del traffico, violando per altro le norme vigenti. Le piste ciclabili presenti in città non sono a norma e sono le prime a creare situazioni di pericolo a causa di un’ambigua promiscuità con il marciapiedi e la presenza sulle stesse di paletti, lampioni e cestini che, in caso di sbandamento o caduta, potrebbero risultare addirittura fatali. Non parliamo poi degli slalom a cui si è costretti tra le buche e le disconnessioni della pavimentazione del centro storico, compreso quello riqualificato, se ci si azzarda a percorrerle con un velocipede».

Continua Traini: «È inaccettabile leggere, infine, che si pensa di studiare una soluzione che accontenti tutti poiché significa che, ad oggi, il problema non è stato ancora affrontato seriamente evidenziando una totale mancanza di progettualità. D’altronde, è soltanto l’ennesima conferma che questa amministrazione vive di slogan senza mettere in pratica nulla per paura di perdere consenso e scontentare qualcuno. Scontentando, di fatto, tutti».

Più equidistante dalle posizioni di Comune e ciclisti Giancarlo Maraz anche se ci tiene a precisare che la sua è una posizione personale che non corrisponde a quella del Movimento. «Condivido al 90% ciò che ha detto ieri il mio collega Macchitella (pure lui consigliere M5S, ndr). Ma per quanto riguarda i ciclisti che vanno contromano, sono d’accordo con il sindaco. Ci sono persone che, in bici, non rispettano le regole. Qualcosa va fatto».

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