I “valori” dei videogiochi spiegati a CormonsPop E scoppia la polemica

CORMONS. «Videogames che mi trasmettevano tutta una serie di valori come “Bomberjack in sala giochi». Parole di Fabrizio Tavassi, campione internazionale di videogiochi, che si racconta così nella presentazione inviata agli organizzatori di CormonsPop e diffusa ieri su vari canali social per informare di come sarà proprio l’incontro dello stesso Tavassi con le scolaresche questa mattina alle 10 in sala civica ad aprire la kermesse promossa dal Comune. Ed è proprio su questo punto, la conferenza aperta alle scuole, che in molti ieri si sono interrogati: che messaggio può arrivare ai bambini nel momento in cui viene loro indicata la “sala giochi” come luogo dove vengono trasmessi dei “valori”? Una domanda che si sono posti soprattutto i rappresentanti della minoranza consigliare di Upc e PpC Lucia Toros ed Elena Gasparin, fortemente contrariate nei confronti dell’amministrazione comunale per aver organizzato questo incontro con i ragazzi delle scuole.

«Da un lato noi ci adoperiamo per combattere la ludopatia presentando un regolamento in merito che ancora non è stato approvato, e dall’altro invece l’amministrazione invita i giovani a giocare ai videogiochi – sottolinea Gasparin – quando invece bisognerebbe aiutarli ad apprezzare le buone letture e ad emanciparsi così da giochi elettronici e telefonini».

Sulla stessa linea d’onda la consigliere Toros: «Da luglio 2018 aspettiamo che si discuta un regolamento contro la ludopatia e questa amministrazione se ne frega: l’iniziativa sui videogiochi che faranno a scuola sembra proprio confermare questa filosofia. Dopo un anno e mezzo è stata finalmente convocata proprio l’altro ieri la commissione assistenza ma della nostra proposta per combattere la ludopatia ancora nulla, non vi è alcuna menzione: eppure è un problema sociale rilevante. Per questo – conclude sarcastica Toros – non c’è urgenza, vero?» .

L’incontro di questa mattina vedrà Tavassi presentare il suo libro “Il mio nome è Bode”, un «viaggio nel mondo dei videogiochi tra competizione e dipendenza». L’autore parlerà ai ragazzi “del fascino ma anche dei pericoli di dipendenza del mondo videoludico”. All’incontro non è stata annunciata la presenza di alcun medico che segua la problematica della videoludopatia. —

M. F.

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