I volontari raccolgono anche tv e frigoriferi
L’area verde che costeggia l’Isonzo tra Campagnuzza e Sant’Andrea, l’immancabile monte Calvario, via degli Scogli e le scarpate che si gettano nelle acque smeraldo del fiume a Montesanto. Sono questi forse i punti più critici della città, al momento, per ciò che riguarda i rifiuti abbandonati. È qui che volontari, ambientalisti e squadre comunali trovano spesso e volentieri piccole e grandi discariche abusive create dalla maleducazione e l’ignoranza di pochi. Nelle scorse settimane un gruppo di volenterosi cittadini di Sant’Andrea si è rimboccato le maniche per ripulire i prati e la boscaglia che costeggia la stradina tra Campagnuzza e Sant’Andrea per poi dirigersi verso la zona industriale in direzione di Savogna. I volontari hanno riempito oltre una trentina di grandi sacchi, e trovato materiali di ogni tipo: un frigorifero, un televisore, un lavabo, infissi, telai di biciclette, una decina di accumulatori di auto e camion, tubi in amianto, centinaia di bottiglie e barattoli, oltre a rifiuti plastici assortiti. E la cosa più amara è stata, per loro, scoprire che solo pochi giorni dopo la loro fatica qualcun altro aveva già pensato a gettare nuovamente nella stessa zona altri sacchetti di rifiuti. Scene, come detto, piuttosto comuni anche lungo le stradine e le scarpate del Calvario, e in via degli Scogli, specie lungo il sentiero che costeggia il dirupo che scende all’Isonzo, dove sono stati trovati anche una lavatrice e un armadio. Anche per questo, come ha annunciato l’assessore all’Ambiente Francesco Del Sordi, il Comune sta lavorando per utilizzare le foto-trappole come deterrente per maleducati senza scrupoli. —
M.B.
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