Il flop del Testamento biologico: iscritti solo venti Testimoni di Geova

CERVIGNANO
L’appello dell’amministrazione comunale arriva forte e chiaro. Il dato fa riflettere. Nel Comune di Cervignano, che conta oltre 13.800 residenti, soltanto venti cittadini, peraltro tutti Testimoni di Geova, si sono recati all’ufficio anagrafe per formulare le proprie disposizioni anticipate di trattamento sanitario e fine vita.
Il sindaco, Gianluigi Savino, corre ai ripari. Nei giorni scorsi, per sensibilizzare i cervignanesi in merito all’utilità del servizio, è stato organizzato un incontro, organizzato dall’Uti Agro Aquileiese, in collaborazione con Hattiva Lab, sul consenso medico informato e le disposizioni anticipate di trattamento.
«Questa iniziativa – le parole del primo cittadino di Cervignano – aveva un duplice obiettivo. Abbiamo voluto presentare ai cittadini il servizio, che è pienamente operativo, ma anche far riflettere le persone sul fatto che è necessario, qualora dovesse essere richiesto, sapere come comportarsi in un momento particolarmente delicato. La legge è ancora lacunosa in materia. I cittadini, probabilmente, hanno bisogno di essere coinvolti e informati ulteriormente. Se nel nostro Comune soltanto venti persone si sono rivolte all’ufficio anagrafe evidentemente c’è un problema».
L’iniziativa è nata nell’alveo di un servizio, lo sportello per l’amministratore di sostegno dell’Uti Agro Aquileiese, che ha come tema centrale l’istituto dell’amministrazione di sostegno, rivolto alla protezione dei soggetti fragili in condizione di non autonomia. «Il motivo che ha spinto un servizio centrato sull’amministratore di sostegno a organizzare un evento sul consenso informato ai trattamenti sanitari – evidenziano gli organizzatori – risiede nel fatto che, negli ultimi anni, la nomina di un amministratore di sostegno è stata spesso motivata da questioni relative alla rappresentanza in ambito sanitario per beneficiari in situazione di incapacità. La percezione del problema connesso al consenso pare spesso legata più alla ricerca di un soggetto “autorizzato a firmare il modulo” che non alla necessità di una ricostruzione della presumibile volontà del paziente».
L’approfondimento del tema “consenso informato”, anche alla luce delle ultime novità legislative, è quindi un obiettivo che interessa in primis coloro che ricoprono già l’ufficio dell’amministratore di sostegno ma, più in generale, costituisce un obiettivo di crescita culturale, finalizzato al miglioramento problemi che nascono anche a causa della scarsa conoscenza delle norme e principi esistenti in materia. «L’esigenza di affrontare questi temi – aggiunge il sindaco Savino – è ora più che mai acuita dall’entrata in vigore della legge 219/2017, che sistematizza i principi relativi al consenso informato ad accertamenti diagnostici e trattamenti sanitari, introduce la figura del fiduciario definendo anche il ruolo dell’amministratore di sostegno e di altre figure di protezione e introduce le disposizioni anticipate di trattamento, con la possibilità di determinare in anticipo il contenuto del consenso in caso di futura incapacità». —
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