Il fronte sindacale: «Mancano soldi e dunque personale Così tagli obbligati»

LE REAZIONIPreoccupazione per il futuro, mancanza di personale e di fondi. I sindacati presentano una serie di criticità che colpiscono la sanità di Trieste a partire proprio dall’aspetto economico....

LE REAZIONI

Preoccupazione per il futuro, mancanza di personale e di fondi. I sindacati presentano una serie di criticità che colpiscono la sanità di Trieste a partire proprio dall’aspetto economico. Mario Lapi della Cisl evidenzia che «la nuova organizzazione dei reparti deriva da una mancanza di soldi che costringe l’azienda a una riduzione dei servizi. Possiamo dire che oggi Trieste è sottofinanziata perché è cambiato il meccanismo con i costi standard, ma è rimasta inalterata l’attività. L’AsuiTs è quindi costretta a fare una serie di tagli a cui si aggiungono le criticità sul personale».

Proprio la mancanza di operatori è l’aspetto più grave secondo Rossana Giacaz della Cgil: «L’ultimo decreto parla chiaro, i reparti non chiudono per un’organizzazione sanitaria, ma per mancanza di personale infermieristico. Al momento attuale non c’è neanche un avviso per le nuove assunzioni eppure mi sembra evidente che invece ci sia la necessità di un intervento deciso in questo senso. Non vediamo neanche una crescita del territorio, avevamo appoggiato la riforma Telesca perché prevedeva di spostare l’assistenza al di fuori degli ospedali, eppure ci sembra tutto fermo».

La Fials con Fabio Pototschnig si chiede «quale sarà il futuro delle aziende giuliane ed isontine visto che la riforma parla dei perimetri, ma mancano le indicazioni precise. Diciamo che ci siamo rassegnati a vedere le cose come aveva indicato la giunta Serracchiani: con una riduzione dei posti letto. Ormai siamo al limite, al punto che rischiamo anche un contraccolpo sull’apertura pomeridiana delle sale operatorie visto che i pazienti delle medicine, quando piene, vengono ricoverati nelle chirurgie».

Tiziana Salviato di Anaao Assomed rincara la dose sull’aspetto politico: «Un’opera di declassamento dell’ospedale di Trieste tenacemente perseguita dalla riforma sanitaria della precedente amministrazione regionale e che, nonostante il cambio di governo, continua ad essere applicata nel nostro ospedale con particolare accanimento. Trieste – conclude – già viveva una situazione di estrema carenza di posti letto, come dimostrano le attese infinite di malati anziani lasciati in Pronto soccorso per ore e ore e il triste fenomeno delle decine di malati “fuori reparto”». —

A.P.

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