«Il fronte unitario si è spaccato La battaglia ormai è persa»

Il commercialista Muccio  considera la partita chiusa   Volli sottolinea un paradosso:  «Asd trattare come  piattaforme petrolifere»

«È stato creato un precedente, ritengo la battaglia persa». Il commercialista Massimo Muccio, che assieme all'avvocato Paolo Volli aveva seguito e indirizzato inizialmente diverse associazioni diportistiche di Trieste, fin dall'inizio aveva dato un consiglio netto: non accatastare e puntare i piedi «visto che - spiega - non ci sono i presupposti oggettivi e soggettivi per poter considerare accatastabili i pontili galleggianti. Io sin dall'inizio ho invitato a respingere qualsiasi tentativo fatto dagli uffici di procedere prima di aver chiarito la vicenda. Avevamo il diritto di difenderci e io avevo espresso la mia disponibilità ad affiancare le realtà non lucrative in qualsiasi grado di giudizio di mia competenza».

Così però, come noto, non è stato. Appena scoppiato il bubbone, le diverse associazioni sportivo dilettantistiche avevano sì fatto gruppo, affidandosi a due professionisti e gestendo la questione in maniera univoca. Poi però i timori di incappare in sanzioni e costi, hanno finito per sfaldare il gruppo, spingendo alcuni a muoversi autonomamente. Così diverse realtà hanno avviato le procedure di accatastamento, rompendo quel fronte comune.

«Un’altra perplessità che avevo evidenziato, - specifica Muccio - mutuando quella che è la disciplina tributaria, è che ci sono dei beni strumentali a disposizione delle società per natura o per destinazione. In questo caso sono strumentali per destinazione, non per natura. I pontili non andavano accatastati, e altre esigenze evidenziate oggi dalle associazioni sono superflue: per come è stata gestita negli ultimi mesi la questione e per la posizione immobile dell'Agenzia delle Entrate, ritengo la battaglia persa».

Alcune realtà hanno avviato le pratiche di accatastamento nella categoria C4, quella relativa ai beni senza fine di lucro. «Servirà circa un anno perché l'Agenzia delle Entrate decida di non accogliere quella classificazione - illustra l'avvocato Volli - modificandola in D8, con finalità commerciale, come già anticipato. A quel punto ci saranno 60 giorni di tempo per dare avvio a ricorsi in commissione tributaria provinciale». Molti, dunque, si troveranno a dover affrontare singolarmente un’azione legale che, ovviamente, ha dei costi ai quali non tutte le realtà riusciranno a far fronte. Chi ha centinaia di iscritti potrà spalmare i costi sui singoli, senza nessun dissesto finanziario. Altri valuteranno se rinunciare. E così si romperà un altro fronte comune, per questioni economiche. «Dispiace che la questione abbia preso questa piega, - valuta il legale - con conseguenze che, ancora una volta, si riverseranno sui singoli diportisti». Volli evidenzia un paradosso, ovvero che «di recente un accatastamento in D8 è stato riservato alle piattaforme petrolifere nell'Adriarco: mi sembra ci sia una netta differenza soggettiva e oggettiva con le concessioni date a Trieste alle asd». —

L.T.

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